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U dnu teksta je recept na Srpskom

Si dice che il 19 dicembre nella metà delle case  di Belgrado si festeggia San Nicola mentre l’altra parte della popolazione va a fare visita a casa di quelli che lo festeggiano!
La stessa cosa vale per il 6 maggio, la festa di San Giorgio oppure per il 21 novembre quando viene festeggiato Sant’Arcangelo Michele.

Ogni nucleo familiare serbo festeggia il proprio santo  protettore, in ricordo del giorno in cui la tribù di appartenenza è stata evangelizzata fra l’VIII e il IX secolo. Ci sono le fonti che collegano il santo protettore della famiglia alle figure delle divinità pagane che gli slavi hanno continuato a venerare per quasi due secoli dal loro arrivo nelle terre a sud della Sava fino alla loro definitiva cristianizzazione. 

Quel giorno viene chiamato  slava (festa, festeggiamento), si tramanda da padre a figlio e viene vissuta da generazioni con il forte senso di appartenenza e partecipazione.  Il giorno della slava la casa è aperta a tutti gli amici di famiglia che non vengono mai invitati personalmente perché è sottinteso che la slava di un’amico di famiglia non si dimentica mai.  I membri della famiglia vengono invitati a pranzo mentre tutti gli altri sono benvenuti  nel pomeriggio e nella serata.

A tutti gli ospiti di norma viene offerto un cucchiaino di grano cotto  impastato insieme allo zucchero e alle noci tritate, profumato di vaniglia e di noce moscata, compattato e disposto a cupola sul piatto rotondo di cristallo e cosparso con lo zucchero a velo.

Segue un cucchiaino di frutta sciroppata rigorosamente preparata in casa per arrivare al caffè e il vassoio, o meglio ancora, l’alzatina, con almeno una dozzina di vai  tipi di pasticcini, il vanto di ogni padrona di casa.

In mezzo agli altri il salame di cioccolato continua ad essere tutt’ora sempre presente: di solo cioccolato e noci tritate se è il periodo di digiuno oppure con i pezzettini di biscotti e mandorle o noci tagliati grossolanamente per richiamare chiaramente il grasso del salame.

Inizialmente era  il modo “casalingo” per camuffare il sapore del vero sangue del maiale che veniva mescolato al cioccolato e offerto come prelibatezza nei giorni che seguivano la macellazione: con il tempo, l’antichissimo credo che sangue del maiale sia capace di “dare la forza” si è perso ma il dolce è rimasto, con la forma del salame di maiale però. 

In un mondo che viaggia ad altissima velocità e cambia continuamente fa piacere pensare che una preparazione così semplice sia presente, senza nessuna voglia di scomparire, sulle tavole delle famiglie dei paesi diversi.

Salame di cioccolato

125 g di burro
125 g di zucchero semolato
I semi di mezza bacca di vaniglia
2 tuorli
100 g di cioccolato fondente
125 g di biscotti secchi
100 g di caramelle di gelatina (gelatine di frutta)
50 g di uvetta sultanina
100 g di noci
3 cucchiai di Rhum

Spezzettate grossolanamente i biscotti (il modo migliore, quello che adoperavano le nonne, è di metterli in una busta e battere leggermente con il mattarello). Tagliate grossolanamente le noci e le gelatine di frutta. Mettete l’uvetta sultanina in una tazza con l’acqua tiepida.

In una pentola sciogliete il burro con lo zucchero e i semi di vaniglia, aggiungete i tuorli mescolando velocemente per amalgamare tutto. Aggiungete il cioccolato a pezzetti e fatelo sciogliere continuando a  mescolare.

Incorporate a questo punto le noci, le gelatine, le noci, l’uvetta e il rhum. Mescolate molto bene e versate tutto sul foglio di carta da forno. Premendo con le mani e aiutandovi con la carta da forno formate un rotolo di dimensioni desiderate. Avvolgetelo nella carta da forno e legatelo con lo spago da cucina come se fosse un salame. Fate raffreddare e rapprendere nel frigorifero.

Eliminate lo spago e la carta e rotolate il “salame” nello zucchero a velo (anche quello semolato va bene).

Tagliatelo a rondelle alte mezzo centimetro.

Volendo, da questa massa potete formare i tartufi che passerete nel cacao, nel cocco grattugiato oppure nelle noci tritate.

Verzija na Srpskom

Kaze se da 19. Decembra pola Beograda slavi Svetog Nikolu a druga polovina ide na slavu! Isto se desava 6. Maja na Djurdjevdan kao i 21.novembra na Arandjelovdan. Svaka srpska porodica slavi sopstvenog zastitnika kao pomen na dan kada je prvobitno pleme primilo hriscansku veru izmeju VIII i IX veka.

Odredjeni istorijski izvori vezuju tvrde da je porodicni svetac veza sa prethodnim paganskim bozanstvima koja su bila slavljena i postovana tokom dva veka od dolaska Juznih Slovena na ovaj deo balkanskog poluostrva juzno od Save pa sve do njihove definitivnekristijanizacije.

Taj dan se zove slava (praznik, proslava), prenosi se sa oca na sina i izuzetno je prisutna i prezivljavana i predstavlja deo kulturnog i duhovnog integri teta srpskog naroda. Tog dana su vrata kuce otvorena za sve goste i kucne prijatelje koji se na slavu ne zovu jer se podrazumeva da se slava prijatelja ne zaboravlja. Oni ce doci da cestitaju slavu posle podne ili uvece dok ce se uska familija okupiti za rucak. Po obicaju se gostima ponudi kasicica slavskog zita koje se zadovoljno smesi na uglancanom svecanom srebrnom posluzavniku, okruglo, umeseno sa mlevenim orasima, zamirisano vanilom i  muskatnim osascetom i posuto prah secerom i slatko do voca.

Slede kafa i neizbezni sistni kolaci veselo i mastovito poredjani na svetlucavim kristalnim tanjirima. Sitni kolaci su ponos svake domacice i sto ih je vise i ponos je, sa pravom, veci. Medju njima je skoro uvek starinska cokoladna salamica ciji recept postoji i u kuvaru Pate Markovic iz 1939.godine kao i u jos starijim sveskama sa receptima: ukoliko je posna pravi se samo od cokolade i mlevenih oraha, ukoliko ne dodaje se i keks, krem od jaja kao i seckani orasi ili bademi pa sve i lici na pravu salamu!

Najverovatnije je ovo bio “domacinski” nacin da se kamuflira prisustvo svinjske krvi koja se u starim vremenima davala u verovanju da ojacava organizam a u jos starijim vremenima da daje nadmocnu snagu i cini mocnim. Svinjska krv se na Jugu Italije u tu svrhu mesala sa rastopljenom cokoladom. To bi objasnilo taj cudni oblik salame koji ima ova jednostavna poslastica.
U svetu koji se krece neverovatnom brzinom lepo je pomisliti da postoje kolaci koji su skoro isti na trpezama raznih zemalja i da istovremeno raduju decu i odrasle na trpezama sirom sveta.

Čokoladna salama

125g putera
125g šećera
1 vanilin šećer
2 žumanca
100g čokolade za kuvanje
125g keksa
100g žele bombona
50g suvog grožđa
100g seckanih oraha
3 kašike ruma

Keks grubo izlomiti (najbolje je u kesi, udarajući oklagijom odozgo). Orahe i žele bombone iseckati na krupno. Suvo grožđe potopiti u mlaku vodu.

Puter, šećer i vanilin šećer otopiti u šerpi na srednjoj temperaturi, potom dodati žumanca i brzo mešati, da se lepo razbiju i sjedine sa ostalim sastojcima. Zatim dodati čokoladu izlomljenu na kocke, da se otopi.

U pripremljenu smesu dodati keks, žele bombone, orahe, rum i oceđeno suvo grožđe. Izmešati da se dobro sjedini, pa izručiti na parče papira za pečenje. Pritiskati rukama i oblikovati valjak željenog prečnika, rolajući ga papirom. Kada je valjak formiran, umotati čokoladnu salamu kao bombonu – vezujući papir sa oba kraja valjka koncem. Ostaviti da se ohladi u frižideru.

Ohlađenu salamu uvaljati u prah-šećer i seći na krugove željene debljine.

Napomena: pripremljena smesa se može formirati i u kuglice, pa se svaka kuglica uvalja u rendanu čokoladu ili kokos ili mlevene orahe.

Fotografie a cura di Tanja Lekovic – Kuhinja zaposlene žene
Testi a cura di Marina Bogdanovic – Mademoiselle Marina

3 Comments

  • Eleonora

    5 aprile 2017 at 16:05

    Questa rubrica mi sta facendo conoscere storie, tradizioni e preparazioni che mai avrei sognato.
    La storia che racconti è bellissima e interessantissima e grazie a Tanja, per la ricetta, e a te, per il resto.

  • Marina

    5 aprile 2017 at 16:20

    Sono contentissima che ti piace perché è stata pensata come una finestra aperta sul mondo intero perché guardare il mondo vuol dire capire che spesso si è molto meno lontani di quanto sembri. Grazie a te ! E sono sicura che Tanja ci porterà tante altre belle ricette….

  • Mai

    6 aprile 2017 at 0:04

    Paese che vai salame che trovi!
    Non sarà un modo di dire, lo so, ma “le voci degli altri” si fanno sentire!
    E stupendo vedere come ogni ricetta italiana trova fratellanze fuori dallo stivale.
    Grazie Marina e Tanja!

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