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In una giornata dedicata a würstel e crauti, non poteva certo mancare un accenno alla birra, l’accompagnamento perfetto per questa “coppia di fatto”, sia nella sua versione teutonica che in quelle di casa nostra.

L’invito a partecipare al Bierfestplatz, festa della birra in stile tedesco organizzata per festeggiare i 10 anni del Birrificio della Piazza di Torino, è cascato proprio a fagiolo in questo week-end. Ovviamente fra le specialità di street food proposte in abbinamento al “nettare degli Dei” non potevano certo mancare würstel e crauti, serviti nel bel mezzo di un panino da passeggio preparato con un ottimo pane artigianale made in Piazza dei Mestieri, un”piccolo” particolare che fa di un panino un Signor Panino.

Alle tante proposte di cibo da strada presenti al Bierfestplatz, dal piemontesissimo panino con lingua e bagnetto verde alle polpette al sugo, dai bretzl agli hamburger, si accompagnavano tante ottime birre di altrettanti validissimi birrifici artigianali, molti dei quali piemontesi: Aléghe, Beba, Canediguerra, Elvo, Birrificio Italiano, Lambrate, Mastino, San Paolo, Soralamà e Birrificio Torino, oltre ovviamente ai padroni di casa della Piazza dei Mestieri.

Dopo aver assaggiato tante delle birre proposte (tutte ottime ed estremamente beverine, proprio quel che ci vuole in una bella serata di primavera) e dopo aver ascoltato i racconti dei birrai che si sono succeduti al timone del Birrificio della Piazza, non posso che proporre in abbinamento a würstel e crauti, la Chellerina, una birra che si intreccia a doppio filo con la tradizione brassicola di Torino.

Infatti ben pochi sanno che Torino, città simbolo di una regione che pensiamo (a ragione, per carità) indissolubilmente legata al vino, ha invece una antica e ricchissima tradizione di produzione birraria. Nel 1845, infatti, a Torino nasce il primo birrificio d’Italia, Bosio & Caratsch, proprio in San Donato, il quartiere dove ora sorge la Piazza dei Mestieri. E, notizia ancor più straordinaria, nel 1865 Torino contava ben 114 birrerie, più di quelle che all’epoca popolavano Monaco di Baviera.

Inoltre, nelle birrerie torinesi, e in particolar modo alla Boringhieri, era usanza far servire la birra da biondissime ed avvenenti cameriere (la leggenda dice anche piuttosto disponibili), dette appunto Chellerine, che divennero oggetto delle gelosie delle signore (leggasi “mogli degli avventori” NdR) della città che, coalizzatesi, riuscirono a costringere la Camera Subalpina a mettere un freno a questo costume sconveniente, obbligando le birrerie ad assumere solamente personale maschile.

Fu così che in pochi giorni 109 birrerie su 114 chiusero i battenti, e la breve stagione del fermento birrario torinese vide il suo tramonto.

La Chellerina del Birrificio della Piazza nasce per festeggiare i 10 anni della Piazza stessa, e prende le mosse da un’alleanza tra birrifici torinesi: lasciandosi ispirare dalle birre prodotte in quella “età dell’oro” brassicola, i birrai della Piazza, del Birrificio San Paolo, del Birrificio Torino e del Black Barrels hanno creato questa birra che richiama i grandi fasti della birra torinese.

E, con il successo della birra artigianale (non solo a Torino o in Piemonte, ma in tutta Italia ed oltre) e con il trionfo di questa tre giorni di Bierfestplatz, si può proprio dire che i grandi fasti del passato torinese non sono mai stati così vicini.

Testi e foto a cura di Giulia Robert – Alterkitchen

1 Comments

  • Katia Zanghì

    8 maggio 2017 at 16:42

    Ho assaggiato con immenso piacere la birra di Piazza dei Mestieri a Catania, con altre amiche di MTC, in un percorso degustativo che ricordo con gioia . Saper che dietro un prodotto c’è una storia, dà grande soddisfazione, soprattutto se la storia racconta del bellissimo progetto che Piazza dei Mestieri porta avanti da anni e sempre con più entusiasmo. E’ un entusiasmo contagioso.

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