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Oggi parliamo di un dolce tipico della Spagna del Nord-Ovest, la leche frita.
Pur essendo ben possibile trovarla come dessert nei ristoranti di cucinatradizionale e casalinga di tutta la penisola (anche se spesso si mangia a merenda), l’origine di questo dolce povero si situa tra Valladolid e San Sebastián, nelle regioni di Castilla y León e País Vasco rispettivamente.

Questa crema fritta nasce in quelle zone poiché sono quelle dove si allevano tradizionalmente le vacche e, siccome non esisteva una forte tradizione casearia, l’eccedenza di latte veniva usata per produrre questo semplice dolce che poteva stare in credenza per uno o due giorni.

Come quasi tutte le ricette povere e tradizionali si attinge a quello che si ha in dispensa per assemblare le ricette, i punti fissi della nostra leche frita sono il latte, le uova, lo zucchero, la cannella, la farina e, non sempre, la buccia di limone.

Una volta fatta la crema la si fa riposare in un tegame in uno strato non più alto di 1,5-2 cm da un giorno all’altro e la si taglia a quadri, rettangoli o losanghe, si passa in farina e uovo e si frigge in olio di buona qualità servendola ricoperta di zucchero e cannella.

Come quasi tutti i piatti più poveri e semplici è tradizione che la leche frita più buona al mondo sia unica ed esclusivamente quella della propria mamma 🙂

Leche Frita di Casa Esteve

0,5 l di latte fresco intero
55 g di amido di mais
100 g di zucchero semolato
1 uovo grandi
1/2 limone, la buccia, (quantità indicativa, potete anche ommetterla)
1 stecca di cannella

Per l’infarinatura e frittura
3-4 cucchiai di farina 00
1 uovo
4 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaio di cannella in polvere
Olio d’oliva extravergine delicato, q.b.

Mettete in un pentolino 400 ml di latte, lo zucchero, la buccia di limone e la cannella in infusione per 10 minuti prima di scaldare.

Portate a bollore leggero (appena qualche bollicina sul bordo del pentolino) il latte insieme alla stecca di cannella e alla buccia di limone, continuando la cottura per 5 minuti.

In una terrina mescolate l’amido di mais con i restanti 100 ml di latte ben freddo e l’uovo e mescolate per bene finché non formate una pastella uniforme.

Scolate il latte della pentola per eliminare la buccia di limone e la cannella e versatelo sulla crema nella terrina. Mescolate e rimettete il composto sul fuoco nel pentolino dove si è cotto il latte.

Fate bollire a fuoco basso mescolando continuamente per almeno 5 minuti, finchè la crema non si sarà indurita. Versate in una teglia imburrata formando uno strato sottile (tra 1 e 1,5 e centimetri, se fosse più alto risulterebbe più difficile da maneggiare), coprite con pellicola per alimenti a contatto con la crema e lasciate riposare una notte.

Il giorno dopo tagliate la crema per la leche frita a quadretti, rettangoli o losanghe usando un coltello bagnato e infarinate, passate nell’uovo e friggete fino a dorare. Scolate e adagiate su carta da cucina per togliere l’eccesso di olio.

Mescolate zucchero semolato e cannella in polvere e passate la leche frita ancora calda.

Version Española

Hoy hablaremos de un dulce típico del noroeste de España, la leche frita.
Aunque sea bien fácil encontrarla como postre en los restaurantes de cocina casera y tradicional de toda la península (aunque también se come como
merienda), el origen de este dulce pobre se sitúa entre Valladolid y San Sebastián, en las regiones de Castilla y Leon y el País Vasco, respectivamente.

Esta crema frita nace en esa zona porque tradicionalmente son las zonas de ganadería vacuna y, como no existe un tradición fuerte de quesos, los excedentes de leche del día se usaban para producir este simple postre que se podía mantener en la despensa uno o dos días.
Como para casi todas las recetas pobres y tradicionales se echa mano de lo que hay en la despensa para cocinar, los ingredientes básicos de nuestra leche frita son la leche, los huevos, el azúcar, la canela, la harina y, no siempre, la piel del limón.

Una vez preparada la crema de base se la deja reposar de un día para otro en una fuente haciendo una capa de no más de 1,5-2 cm de alto y después se corta a cuadrados, rectángulos o rombos, se pasa por harina y huevo y se fríe en aceite de buena calidad para servirla cubierta de azúcar y canela.

Come en casi todos los platos más pobres y simples es tradicional que la leche frita más buena del mundo sea única y exclusivamente la de la propia madre 🙂

Leche Frita

Ingredientes
para 8 personas

0,5 l de leche entera, mejor si es fresca
55 g di almidón de maíz (maizena)
100 g di azúcar blanquilla
1 huevo grande
1/2 limón, la piel (es opcional, se puede omitir)
1 rama de canela

Para el rebozado y la fritura
3-4 cucharadas de harina
1 huevo
4 cucharadas de azúcar blanquilla
1 cucharada de canela en polvo
Aceite de oliva virgen extra de sabor delicado

Poner en infusión 400 ml de leche con el azúcar, la rama de canela y la piel del limón.

Llevar a hervor ligero la leche junto con el azúcar, la rama de canela y la piel del limón. Se tienen que formar pequeñas bolitas en los bordes del cazo, sin llegar a hervir fuerte, mantener así durante 5 minutos.

Mezclar en un bol la harina con los 250 ml de leche restantes y el huevo y mezclar bien hasta formar una masa uniforme.

Colar la leche hervida para quitar la piel del limón y la canela y echarla sobre la crema del bol. Mezclar bien y volver a poner al fuego.

Dejar hervir la crema a fuego bajo removiendo continuamente durante al menos 5 minutos, hasta que la crema no se haya puesto dura. Echar la crema en una fuente rectangular untada de mantequilla en una capa fina, de entre 1 y 1,5 centímetros, cubrir con film de cocina que toque la crema y dejar reposar toda la noche.

Al día siguiente cortar la crema para la leche frita a cuadrados, rectángulos o rombos usando un cuchillo mojado para facilitar la labor y pasar por harina y huevo y freir hasta che esté dorada. Escurrir y poner sobre papel de cocina para quitar la grasa en exceso.

Mezlar en un plato azúcar blanquilla y canela en polvo y pasar la leche frita mientras esté todavía caliente.

Testi e traduzione a cura di Silvia de Lucas Rivera
Ricetta e fotografie a cura di Mai Esteve

2 Comments

  • Silvia

    3 giugno 2017 at 12:13

    Non siamo mica male come “associazione a delinquere” la Mai e io!

    1. Redazione

      3 giugno 2017 at 12:20

      siete bravissime

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