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Da guardare prima che da gustare.

Ci osservavano ammiccanti, coloratissimi, dai cartelloni fuori dai bar. Ogni estate una sorpresa, una novità attesa, cercata.
Confortini prêt-à-porter, le nostre merende ci attendevano sorridenti come ogni anno.
Dolci meravigliosi e prelibati non semplici gelati o almeno così ci sembravano.

Desideri realizzabili, dolci illusioni alla portata di tutti, con un soldino un irresistibile cremino, un dolce camillino, un arcobaleno ghiacciato, una coppetta, sì, ma dei campioni.
Quanto stupore suscitava la vaniglia racchiusa in uno scrigno di ghiaccio o le faccine gelate di Pepito e Zio Tom, ce n’era per tutti i gusti, astronavi di ghiaccio dalle fantascientifiche sfumature violacee decollavano, Mazinga biscottati ci difendevano, c’era anche un Piedone, che scoprivamo essere nostro amico.

Ogni anno un nuovo stupore, sorprese nascoste in scrigni di carta, nasi di gomma, stecchi di liquirizia, involucri mirabolanti, un razzo, una pipa, un divertimento che non finisce mai, nella nostra fantasia.
Amori nascevano e finivano sotto un pergolato in riva al mare tra flipper, juke box ghiaccioli e cornetti, emozioni di plastica scivolavano via.
Anche la contestazione passava attraverso un gelato, il Piper era il gelato della nuova generazione, a cui il Paciugo donava ondate di gusto, anche se alla fine tutti si scioglievano in un cuore di panna.

Come desideravamo quella plastica zuccherina ed ariosa, quanto ci facevano sognare quei gelati dai colori improbabili che non andavano via. Il salutismo, le diete, l’alimentazione consapevole erano ancora di là da venire, un gelato in più non si negava anche al più cicciotto dei bambini, né si badava al conteggio degli zuccheri, dei grassi, ai coloranti. Tutta salute!
Sui cartelloni tutto era grande, magnifico, ogni coppa diveniva Preziosa, Smeralda, addirittura Oro e Diamante il cornetto era Maxi, Gran Rico e ci portava fin su nell’Olimpo! Ma non erano per noi, se non a costo di preghiere, strepiti e capricci e raramente.

Improbabili, coppe in plastica e cartone, mega cornetti per grandi, erano riservati agli ospiti imprevisti, conservati gelosamente in freezer, non si sa mai ….
Come le trionfali torte gelato dai nomi altisonanti Desirée, Profiteroles, St Honorè, Chantilly, Romantica, evocativi di sapori sconosciuti, creme colorate, voluttuose, ricche decorazioni, dai cartelloni sembravano sontuose, prestigiose, come uscite dalla migliore pasticceria.

Da guardare prima che da gustare avvertiva la pubblicità, erano riservate ad occasioni speciali, una visita estiva, un ospite di riguardo. Così scopriamo che la differenza tra un padre e un papà è data da un tronchetto gelato, che possiamo affidare il successo di una serata alla classe di una torta gelato che assicura uno charme che conquista e fa di ogni invito una festa.
Serate alla buona, ingenue estati che ci sembravano tanto speciali anche grazie a un dolce gelato.

Zuccotto gelato al caffè e arancia

Ingredienti
Per uno stampo da zuccotto da 1 litro

1 pan di spagna del diametro di 22 cm
oppure 24 biscotti savoiardi
due tazzine di caffè allungate con acqua (fino a 200 ml)
500 g di gelato all’arancia
250 g di gelato al cioccolato fondente
per decorare
cacao in polvere
scorzette candite o buccia d’arancia grattugiata e chicchi di caffè rivestiti di cioccolato, a piacere

Affettate il pan di Spagna a fette regolari di circa due cm di spessore ed immergetele rapidamente nella bagna al caffè. Disponetele via via in uno stampo da zuccotto, avendo cura di rivestirlo completamente.
Tenetelo poi in freezer per 15 minuti
Nel frattempo, fate ammorbidire il gelato quel tanto che basta per poterlo spatolare con facilità.
Riempite lo zuccotto per 1/3 con metà del gelato all’arancia, livellando bene la superficie. Aggiungete il gelato al cioccolato e terminate con il restante gelato all’arancia. Chiudete con altre fette di Pan di Spagna imbevute di caffè, ricoprite con pellicola trasparente e tenete in freezer per almeno un’ora.
10 minuti prima di servire, sformate lo zuccotto direttamente sul piatto da portata e spolveratelo con cacao in polvere. Decorate con scorzette candite o con una grattugiata di scorza d’arancio e chicchi di caffè ricoperti di cioccolato.

Testi a cura di Anna Calabrese
Fotografie dello zuccotto a cura di Marina Bogdanovic

1 Comments

  • Katia Zanghi ‘

    22 giugno 2017 at 12:35

    GRAN bell’articolo! Anna, mi hai detto viaggiare nella memoria; un turbinio di ricordi,immagini ed emozioni.

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