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La terza via della cucina televisiva, verace alternativa al nazional-popolare di Clerici&Parodi e alle derive dello showbizz di Cracco & C. ha un nome, un volto e una collezione di tatuaggi: Gabriele Rubini, per tutti Chef Rubio, l’ex rugbista che, sulla via degli All Blacks, restò invece folgorato dal cibo è ritenuto da molti la voce contemporanea dello street food, grazie al programma televisivo che lo ha reso famoso, Unti e Bisunti. Da allora la sua carriera è proseguita in molte altre forme, non ultima quella dell’impegno sociale, anche sul fronte dell’educazione alimentare: mente eclettica e sempre in movimento, ha comunque trovato il tempo per fermarsi e rispondere alle domande che Francesca Carloni gli ha rivolto sul suo “primo amore”, quel cibo di strada che è davvero “parte dei nostri percorsi quotidiani e di vita”.

Se dovessero chiederti di definire il cibo di strada per immagini, quali sceglieresti?

Senza dubbio sceglierei le foto in bianco e nero dei giornali d’epoca.

Perchè il cibo di strada è così amato?

Perché fa parte del nostro essere ed esistere. E’ parte dei nostri percorsi quotidiani e di vita. E’ il profumo dei ricordi che spunta dietro l’angolo di una strada, di qualsiasi angolo del mondo.

Lo street food è diventato oggi il modello di una cucina “povera” nelle materie prime, ma ricchissima nell’inventiva, nell’ingegno, nei colori, nella ricerca di tecniche che esaltino i profumi e i sapori del cibo utilizzato (il fritto, su tutti). E’ una cucina che ha tratto la sua ispirazione da quei contesti di povertà in cui la necessità aguzza l’ingegno e che riflette quella vivacità che appartiene alla vita di strada, nel senso più ampio del termine. Il fatto che oggi sia anche diventata una moda non rischia di trasformarla in una roba da “gastrofighetti”, privandola di queste caratteristiche così essenziali?

E’ troppo potente per farsi invorticare dalla moda frivola. Il cibo di strada nato in questi ultimi anni e’ solo un abbaglio.

Il vero cibo di strada e’ la luce lungo il cammino di ciascun popolo e dei suoi territori.

Qual è secondo te il cibo di strada che meglio identifica una città o un popolo?

Quello che assaggi appena arrivi in una città nuova e che anche dopo anni ti rimarrà in mente. Una foto di reportage e non uno scatto in uno studio di posa

Qual è la prossima tappa “sulla strada” di Chef Rubio?

Rubio è un animale errante. Il viaggio è la mia condizione di vita, ho fame di conoscere nuove culture, nuovi popoli, nuove terre e le loro gastronomie. E’ raro che trascorra più di tre giorni in uno stesso luogo. Da qui la mia scelta di non avere un ristorante.

Realizzo e produco dei mini reportage di viaggio che sono disponibili sul mio sito, nella sezione POV – Point of View.

Il Pakistan sarà il prossimo. (Alla pubblicazione dell’articolo Rubio è infatti in giro per il Pakistan)

Testi ed intervista a cura di Francesca Carloni 
Fotografie a cura di Tamara Casula PhYamina LaidaniPaolo Lafratta

 

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