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Basta il termine “biancomangiare” e subito il pensiero va ad immagini di purezza e candore, ragione per cui Matilde di Canossa lo scelse, nel 1077, per celebrare il doloroso pentimento di Enrico IV. A quei tempi, tuttavia, più che una singola ricetta il biancomangiare indicava varie preparazioni, accomunate dal colore ma molto varie negli ingredienti: riso, latte, pollo (o pesce nei giorni di magro), lardo, zucchero, zenzero bianco. Più quelle mandorle che nel Medioevo erano uno degli ingredienti più utilizzati, come addensante o per ricavarne olio e latte.
Oggi questo termine indica un dessert diffuso in Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta e realizzato con tre soli ingredienti: zucchero, latte (di mandorle in Sicilia, vaccino altrove) e amido di mais. Una sorta di budino con addensanti naturali e aromatizzato a piacere con acqua di rose, agrumi o cannella. E in tempi di intolleranze e restrizioni alimentari, non è irrilevante che sia un dolce senza uova, senza glutine, senza ingredienti animali e senza latticini. Certo, c’è lo zucchero, ma di qualcosa so dovrà pur morire.

Biancomangiare

500 ml di latte di mandorle
100 g di zucchero semolato
60 g di amido di mais
2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio

Stemperate l’amido di mais in 100 ml di latte, mescolandolo con una frusta e sciogliendo i grumi. Mettete a scaldare il resto del latte in un pentolino con lo zucchero e l’acqua di fiori d’arancio. Quando è tiepido, versatevi il latte con l’amido, filtrandolo attraverso un setaccio. Fate cuocere a fiamma bassa per qualche minuto, mescolando continuamente con una frusta e senza raggiungere l’ebollizione, fino a che il composto non si sarà addensato. Versatelo nello stampo precedentemente inumidito, fate raffreddare e passate in frigo per almeno 6 ore.

Testi a cura di Alice Del Re
Fotografie a cura di Valentina De Felice

3 Comments

  • Katia Zangh

    24 luglio 2017 at 12:46

    Che foto splendida!

  • sonia conte

    24 luglio 2017 at 14:25

    Che meraviglia ragazzi!!!!!!!!!!!

  • Dani

    25 luglio 2017 at 9:10

    Nuuuooooo non ci credo… ho sempre collegato il biancomangiare ai latticini e scopro ora che la variante siciliana posso mangiarla anche io??!!! Ok, è la prima ricetta che metto in programma 😛

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