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Gente selvatica, chiusa, riservata e ombrosa, i Genovesi sono l’incarnazione vivente del basso profilo. Cultori della sobrietà, a costo di passar per tirchi, precursori della più famosa delle leggi di Murphy, quel “se può andar male, lo farà” che da loro prende il nome dell’intraducibile maniman, diffidenti al limite dell’ostilità verso le insidie del nuovo, son gente che alle ribalte preferisce il dietro le quinte, meglio ancora se un passo indietro. Sembra impossibile che questo popolo abbia avuto le più grandi intuizioni della nostra storia, dall’America ai blue jeans, dal gioco del lotto a quello del calcio, dai canditi al Pan di spagna, per tacer del resto o meglio, del pesto, la seconda salsa più venduta al mondo che, da qualche anno, ha finalmente trovato in un altro Genovese doc il suo più entusiasta promotore. Stiamo parlando di Roberto Panizza, l’inventore del Campionato Mondiale del Pesto che da anni diffonde il verbo della genovesità nel mondo e lo difende, a colpi di pestello. Lo abbiamo ospite al Calendario, nella Giornata Nazionale del Pesto, con un’intervista rilasciata alla nostra Silvia De Luca.

immagine da qui 

Da parecchi anni, ormai, fuori da Genova il nome di Roberto Panizza è associato al Campionato Mondiale del Pesto. Noi Genovesi, invece, sappiamo che c’è molto di più, nel percorso di questo imprenditore coraggioso e un po’ romantico,capace di affrontare sfide sempre nuove e di vincerle. Vuoi raccontarti ai lettori del Calendario del Cibo Italiano?

1)      Insieme a mio fratello Sergio e sua moglie Emanuela cerchiamo di superare indenni la trasformazione del nostro mondo,di quello commerciale e di quello gastronomico,  alla guida di un’azienda nata nel 1947. Certamente tutto questo viene fatto con passione, un ingrediente fondamentale, che ti consente di superare qualsiasi ostacolo.

Nel corso degli anni la nostra attività si è trasformata, passando da un tradizionale negozio genovese di confetteria ad una realtà più strutturata, che comprende quattro punti vendita che passano dal cioccolato al caviale, passando per vino, olio e salumi, il sito di e-commerce Palatifini.it che ci sta dando molte soddisfazioni, per arrivare infine alla ristorazione, gelateria e produzione di pesto genovese. Diciamo che non abbiamo paura di annoiarci !

 Come è nata l’idea del Campionato Mondiale del Pesto?

2)      L’idea del campionato è frutto di tante esperienze maturate sul campo, dalla frequentazione dei newsgroup, le vendite di mortai in tutto il mondo, l’interesse che suscitavano le prime dimostrazioni di pesto al mortaio… e la considerazione che il pesto per i genovesi fosse una cosa scontata, e non un motivo di orgoglio e competizione. Insieme agli amici dell’Associazione Culturale dei Palatifini, abbiamo dato un bello scrollone !

 

In quanti Paesi si svolge, oggi, e come funziona la gara?

3)      La gara prevede una finale a Genova ogni 2 anni (la prossima edizione sarà la settima, il 17 Marzo 2018) nella quale a Palazzo Ducale si confrontano 100 concorrenti provenienti da tutto il mondo e da una serie di gare eliminatorie, composte da 10 concorrenti, che si svolgono in Liguria, in Italia e nel mondo.

Vince chi prepara il pesto migliore, secondo il parere di una giuria di esperti, coordinata da un membro dell’associazione. Abbiamo fatto gare ovunque : un po’ in tutta Italia e poi a Stoccarda, Berlino, Parigi, Madrid, Londra, Mosca, Praga, Bergen, Toronto, New York, Rio de Janeiro, Buenos Aires, Guayaquil, Los Angeles, Osaka, Johannesburg  ma potrei continuare. I vincitori sono poi invitati alla finale genovese.

Quali sono le edizioni del Campionato che ti sono rimaste nel cuore? (non vale rispondere “un po’ tutte”, perché lo sappiamo già, che è così…)

4)      Quella del cuore è la prima… un piccolo miracolo. Non era mai stato fatto nulla del genere prima di allora  e tutto si è svolto esattamente come lo avevamo previsto, frutto del lavoro di professionisti che hanno messo a disposizione il loro tempo per il successo dell’evento. Citiamoli: Sergio e Sara di Paolo, Mauro Cavallero e Gianni Arimondo. E’ stata una soddisfazione indicibile. Le altre edizioni ci hanno sempre riservato sorprese gradite, ma mai come quella prima edizione.

Il riconoscimento più importante, ottenuto in via ufficiale dal Campionato e quello personale, che ti ha fatto più piacere.

 5)      Innanzitutto è stato molto importante il patrocinio e la partecipazione delle istituzioni della Liguria:  la Regione, il Comune, la Camera di Commercio, le provincie liguri e moti comuni e associazioni. Hanno dato ufficialità e peso alla manifestazione. Sono stati riconoscimenti “impliciti” ma degni di nota: le prime interviste o inviti televisivi a Genova e Roma, l’intervista su Wall Street Journal, quella sul Washinton Post e la rivista Traveller, ad opera di giornalisti appositamente inviati a Genova dagli USA oppure la visita dell’Associated Press, che a Genova è stata due volte : per il G8 e per il Campionato Mondiale del Pesto!  Io poi mi immedesimo molto nel campionato per cui personale o associativo non fa molta differenza.

Quali sono i segreti di un buon pesto?

 6)      I segreti di un buon pesto ? Materie prime e il senso del risultato che si vuole ottenere. Dopodiché ognuno fa il Pesto che più gli aggrada.

 E ora, la domanda più difficile di tutte. Tenendo presente che mia nonna uno stissinin di pesto nella fiammanghilla ce lo ha sempre messo, il burro nel pesto ci va o non ci va?

 7)      Burro nel Pesto ? non direi proprio! Scherzi a parte è vero che in passato si metteva una noce di burro insieme alla pasta e aveva molto senso: il pesto di cinquant’anni fa era preparato con tanto olio, tanto aglio e poco formaggio. Il burro addolciva i sapori e consentiva alla pasta di amalgamarsi meglio al condimento. Oggi le quantità di formaggio che utilizziamo nel nostro pesto ( anche quello casalingo) sono maggiori e non è più necessario l’uso del burro per mantecare le trenette . E comunque una cosa è mettere una noce di burro nella “fiammanghilla” prima di condire insieme al pesto e all’acqua di cottura, un’altra dire che il pesto si fa con il burro !

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