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Non sono gnocchi, non chiamateli ravioli nudi loro sono Gnudi. Un delizioso piatto che nasce nelle campagne toscane ma che rallegra tutte le nostre tavole. Semplici da prepare. l’unica regola da rispettare è essere parsimoniosi con la farina, utilizzandone giusto quanto basta per poterli modellare e ottenere gli gnudi morbidi come un cuscino.

gli gnudi
GNUDI
di Michela Gomiero

per 4 persone

500 gr di spinaci freschi (ma anche surgelati)
350 gr di ricotta di pecora
100 gr di parmigiano grattugiato
50 gr di farina
1 uovo
1 spicchio d’aglio
sale e pepe
noce moscata
olio extravergine
burro
mandorle
salvia e timo freschi

Cuocete gli spinaci in una padella coperta con uno spicchio d’aglio e un pizzico di sale, per pochi minuti, fino a che saranno morbidi. Quindi metteteli a scolare in un colino per eliminare l’acqua in eccesso strizzandoli leggermente con un cucchiaio e tagliateli finemente al coltello. In una ciotola uniteli alla ricotta ben lavorata al cucchiaio (fate scolare anche quella se fosse molto acquosa), unite l’uovo, il parmigiano, la farina, sale, pepe e della noce moscata. Mescolate fino a ottenere un bel composto amalgamato. A parte, mentre avrete messo a scaldare l’acqua per cuocere gli gnudi, nella padella di cottura degli spinaci mettete a scaldare un filo d’olio, del burro e delle foglie di salvia e timo. Appena l’acqua inizierà a bollire, abbassate il fuoco, in modo che il bollore non sia troppo violento, e con l’aiuto di due cucchiai create degli gnocchi tipo quenelle passando un po’ di impasto da un cucchiaio all’altro ruotandoli tra loro (potete anche formarli tondi a polpettine con le mani leggermente umide), infine fate cadere delicatamente ogni gnudo nell’acqua. Cuocetene pochi per volta e scolateli dall’acqua appena saliranno in superficie, tuffandoli nella padella del burro. Proseguite fino a che avrete finito l’impasto, quindi fateli rosolare leggermente nel burro e erbe. Serviteli caldi con della granella di mandorle tritate al coltello e una ulteriore grattugiata di parmigiano

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