È Il Timballo di maccheroni il piatto ricco delle feste e delle grandi occasioni che per secoli ha dominato le tavole siciliane.
Il Timballo di maccheroni, il Rè della cucina aristocratica siciliana, con la crosta profumata di burro e zucchero ripieno di ragù di carni bianche e rosse reso ancora più prezioso dal tartufo e ammorbidito dalla crema leggermente dolce condita con un pizzico di cannella, nonostante svariate declinazioni che cambiano da cucina in cucina, non cambia
Il timballo richiede tantissimi passaggi dalla frolla esterna con un pizzico di cannella, alla crema pasticcera anch’essa con cannella, le piccole polpettine di vitello, la farcia composta di ragù di vitello, salsiccia, funghi secchi, prosciutto cotto, frattaglie e piselli.
La ricetta siciliana del 1860, che vi abbiamo dato nelle precedenti giornate, è quella che più si avvicina alla descrizione fatta da Tomasi di Lampedusa
“un miracolo della cucina siciliana, che unisce i profumi e le culture di quella terra, accostando consistenze diverse, dolce e salato” come lo definisce lo chef Carlo Cracco
Foto copertina di Patrizia Malomo




