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Il gattò è un piatto tipico napoletano nato nel 700-800, può essere preparato con solo formaggio, o arricchito secondo le tradizioni di famiglia, ma sarà sicuramente un piatto unico nel suo genere, che porta in tavola convivialità e ricchezza di sapori.  Il gattò, icona del comfort food che scalda il cuore e riempie lo stomaco, trova delle similitudini nel polpettone di patate polacco. Accanto alla versione classica lasciamoci conquistare dalla variante con il baccalà e con il polpoquella con i carciofi, con prosciutto e provola o da sfiziosi mini gattò di patate dolci

del gattò
GATTÒ DI PATATE
di Anna Calabrese

per 6 persone

1,500 Kg di patate (gialle e vecchie)
100 g di burro o strutto
100 g di parmigiano
50 g di formaggio romano
½ bicchiere di latte (se occorre)
2 albumi montati a neve
4 tuorli d’uovo
100 g di prosciutto o salame
150 g di fiordilatte
100 g di provola affumicata
sale, pepe
prezzemolo, basilico
burro per ungere
pangrattato (meglio da taralli agerolesi al finocchietto)

Lessate le patate, sbucciatele immediatamente, tirandone una sola alla volta fuori dall’acqua bollente, e passatele, a mano a mano che le avrete sbucciate due volte in un passalegumi dai fittissimi buchi. Lavoratele poi pigiandole con una bottiglia finché il purè diventerà filante.

Incorporatevi quindi il burro, il parmigiano, il romano, le uova, il prosciutto o il salame a pezzettini, il prezzemolo, sale e pepe, un pochino di latte se il purè sarà troppo sodo, e impastate e lavorate bene.

È fondamentale, olio di gomito!

Ungete un ruoto di 25 cm di diametro, spolverizzatelo si pangrattato e mettetevi, tra due strati di purè, uno strato di fettine di mozzarella e di provola. Lisciate la superficie, spolverizzatela di pangrattato, aggiungete qualche fiocchetto di burro, infornate a forno caldo (180° ventilato) e fate imbiondire la superficie.
Occorreranno dai 30 ai 45 minuti.

Prima di servirlo lasciate riposare il gattò fuori dal forno per una mezz’ora.

 

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