D’Annunzio amava la buona cucina e molto profondo è stato il suo rapporto con la cucina e con il cibo, in particolare la cucina abruzzese e la sua tradizione che glorificò con tutti gli onori. Ne ha parlato Annalena nel suo bellissimo articolo sulla “frittata rapita” di Gabriele D’Annunzio
Il Parrozzo nella versione dolce venne preparata nel 1919 rielaborando l’antica ricetta fatta con latte, erbe di montagna e mandorle, un pane rustico abruzzese detto Pan rozzo, di forma semisferica e da conservarsi più giorni. Nelle scorse giornate l’abbiamo visto nella versione classica, la golosa monoporzione e nell’interpretazione di Iginio Massari.

FRITTATA DI ACCIUGHE ALL’ABRUZZESE
di Annalena De Bortoli
per 4 persone
6 uova
6 filetti di acciuga sott’olio
240 g di polpa di pomodoro
2 cucchiai di pecorino stagionato grattugiato
1 spicchio di aglio
1 ciuffetto di prezzemolo
½ cucchiaino di peperoncino in fiocchi
3 cucchiai di olio
(sale)
Tritate fini, separatamente, aglio, prezzemolo e acciughe.
Rosolate a fuoco basso aglio, acciughe e peperoncino in un cucchiaio di olio, fino a che le acciughe sono sciolte e l’aglio accenna a dorare.
Unite il pomodoro e il prezzemolo e cuocete a fuoco basso per 15 minuti, fino a che il sughino è bello saporito e ristretto, poi lasciate intiepidire.
Sbattete le uova con il pecorino, mescolatevi il pomodoro ed assaggiate per regolare eventualmente di sale, ma non dovrebbe servire.
Scaldate due cucchiai di olio in una padella larga se volete una frittata bassa, da servire a fette (come qui), o in tegame un po’ più piccolo se preferite una frittata alta, da tagliare a tocchi.
Versatevi il composto di uova e dorate la frittata, cuocendola se è bassa circa 4-5 minuti a fuoco medio-alto prima di voltarla e altri 2-3 di minuti sull’altro lato, un po’ di più a lungo e a fuoco leggermente più blando in caso di frittata alta.
Se non ve la rapisce un angelo mentre la voltate, servite la frittata calda, a fette, come piatto principale o a temperatura ambiente, tagliata a tocchi, per sdijuno.




