I dolci quaresimali sono piccoli, delicati, trionfi dell’arte pasticcera, ricchi e prelibati, sia pure rispettosi del precetto, frutto dell’ingegnosità e dell’inventiva e della disponibilità delle materie prime con cui sostituire gli ingredienti vietati in tempo di Quaresima. Accanto ai dolci anche dei pani ricchi come il pan di ramerino ricco di simboli sacri ed implicazioni protettive. Sono piccoli, delicati, trionfi dell’arte pasticcera, ricchi e prelibati, rispettosi della disponibilità delle materie prime con cui sostituire gli ingredienti vietati in tempo di Quaresima.
Fra i più famosi i dolci quaresimali genovesi realizzati con pasta di mandorle, i pupatelli siciliani con mandorle e cannella, quelli napoletani simili a dei cantucci speziati e i biscottini toscani a forma di lettere dell’alfabeto

CIAMBELLINE DI NONNA IBIDI
di Vittoria Traversa
250 g di farina di mandorle dolci finissima
250 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di acqua di fior d’arancio
1 albume (non servirà tutto)
mompariglia bianca
Setacciate insieme mandorle e zucchero, aggiungete l’acqua di fior d’arancio e poco albume. Cominciate a impastare e aggiungete albume solo se l’impasto si sfalda. Non deve essere appiccicoso, eventualmente aggiungete pochissimo amido di mais. Fate riposare un’ora.
Stendete l’impasto allo spessore di mezzo centimetro e tagliate delle piccole ciambelline con un tagliapasta da 3 cm.
In alternativa usate il metodo antico: formate delle palline, appiattitele, fate un buco al centro e allargatelo delicatamente per ottenere la ciambellina.
Fatele asciugare in forno a 120 °C per 30 minuti. Estraetele dal forno ancora morbide, finiranno di asciugare raffreddandosi.
Una volta fredde spennellatele con poco di albume sbattuto e decoratele con le palline di zucchero rigorosamente candide. Lasciatele essiccare all’aria prima di conservarle in una scatola di latta.




