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La sbrisolona è il dolce simbolo della pasticceria mantovana, secco, friabile, quasi spartano, come molti dei migliori piatti della cucina italiana, affonda le sue radici nella tradizione povera della cultura contadina. Un dolce beneaugurante, destinato a conservarsi a lungo, moltiplicandosi, per così dire, in tanti frammenti.
E proprio alle briciole, brìse, che inevitabilmente si formano al primo contatto, espressione di genuina convivialità, la sbrisolona deve il suo nome. Non solo dolce, si può preparare anche salata diventando la regina di ogni aperitivo e di ogni buffet. La ricetta di oggi è tratta da uno dei libri protagonisti del progetto @cook_my_books

sbrisolona
SBRICIOLATA ALLA NUTELLA
di Giuliana Fabris

ricetta da “Napoli on The Road” di Michele Pascarella

300 g di farina
150 g di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
150 g di burro freddo, a cubetti
1 uovo grande
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale
300 g di Nutella o altra crema spalmabile al cioccolato e nocciole
poco zucchero a velo

Rivestite di carta forno uno stampo rotondo apribile, da 23 cm
Scaldate il forno a 180 °C ventilato

In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il lievito e un pizzico di sale.
Unite il burro freddo a pezzetti e con la punta delle dita o un tagliapasta, iniziate ad amalgamare il burro con il composto di farina, fino ad ottenere delle briciole grossolane.
A parte sbattete leggermente l’uovo e aggiungetelo nella ciotola insieme all’estratto di vaniglia.
Mescolate fino a quando il composto è appena amalgamato ma ancora a bricioloni. Non esagerate ad impastare.
Versatene due terzi nello stampo, compattate leggermente per formare una base solida.
Spalmate la Nutella lasciando uno spazio intorno ai bordi in modo che non si attacchi.
Ora sbriciolate il resto dell’impasto sullo strato di Nutella. Abbiate cura che sia ben coperto.
Mettete in forno per circa 30/35 minuti, finché è ben dorata e soda.
Togliete dal forno e lasciatela riposare nella teglia finché è completamente fredda.
Posatela sul piatto di servizio e, prima di servire, spolveratela generosamente di zucchero a velo.
Da rifare e rifare, e rifare.

 

 

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