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Le statistiche confermano che 15 persone su 10 amano il cioccolato. Se la matematica non è un’opinione, dev’essere vero.
E se ne hanno fatto una Giornata Mondiale, che è oggi, non si può sbagliare. Potrà farvi strano che la giornata mondiale del cioccolato sia a luglio, ma fu proprio nella giornata del 7 luglio 1847 che il cioccolataio inglese Joseph Fry inventò la prima tavoletta di cioccolata, e gliene saremo eternamente grati.

Il cioccolato però è molto più antico ed ha fatto molta strada prima di arrivare a noi sotto forma di cioccolatini e tavolette.

I Maya usavano i semi di cacao come offerta agli Dei. Simbolizzava la fertilità e la vita. Furono i primi a coltivare le piante di cacao, ma non si erano accorti che fosse la fine del mondo.

Nel mentre gli Aztechi, più furbi, utilizzavano il cacao come moneta. Quando non lo spendevano, lo polverizzavano per farne una bevanda spessa e fresca chiamata Xocoatl, più facile da fare che da pronunciare. Siccome non avevano zucchero, ci mettevano dentro la farina di mais e il peperoncino. Quello che in occidente si fa da qualche decade, decantandola come grande scoperta.

Il tasso di cambio dei semi di cacao nel 1513 era in questi termini: uno schiavo per 100 semi, il servizio di una prostituta per 10 semi, un piatto di coniglio lo si acquistava per la modica somma di 4 semi. Se si conta che ci vogliono almeno 800 semi di cacao per fare un chilo di cioccolato, immaginate cosa avreste potuto ottenere con un Kit-Kat.

1528 – Il conquistatore Hernán Cortés porta il cacao in Spagna e lo presenta al Re. Fu anche il primo a consigliare di mischiarlo con lo zucchero. Riservato solo alla nobiltà spagnola, lo mantennero segreto solo per loro – mica scemi – fino al 1660, quando la principessa Maria Teresa lo portò in dono al suo promesso sposo francese Louis XIV. Quando si dice prendere un uomo per la gola…

I Francesi, come al solito, non serbarono il segreto. Il cioccolato passò la Manica e nel 1657 fu aperta a Londra la prima Chocolate House, dove si serviva il favoloso «West Indian Drink».

Nel 1704 arrivò in Germania dove, ovviamente, venne tassato da Frederik I di Prussia. Nel 1755, sbarcò negli USA dove fu aperta la prima fabbrica.

Il cioccolato, però, è ancora consumato in forma liquida, zuccherato e senza peperoncino, ma sempre molto simile all’originale. Fino al 1847.
In quell’anno J.S. Fry & Sons inventa il cioccolato solido. Fu in questa cioccolateria britannica che si scoprì che mischiando latte, zucchero, polvere di cacao e burro di cacao e lasciando indurire il composto, si otteneva una pasta solida, deliziosa che si scioglieva in bocca.

Da allora nulla fu più uguale.
Il cioccolato divenne cibo, da solo o come ingrediente di altre preparazioni.
Cibo amato, ambito, adorato.

Fa bene o fa male? Analizziamolo.

Valori Nutrizionali
Prendo ad esempio il cioccolato fondente (70-85% di pasta di cacao), essendo il più usato come ingrediente. Contiene dalle 550 alle 600 calorie per ogni 100 grammi, dipendendo dalla quantità di zucchero e di grassi usati nella fabbricazione, quindi dalla marca prescelta. È ricco di ferro, magnesio, rame e manganese.
Il cioccolato fondente contiene una vasta gamma di antiossidanti, tra i quali i polifenoli. Questi aiutano a prevenire i danni causati da stress ossidativo e i radicali liberi. Il consumo di polifenoli è anche legato alla riduzione del rischio di malattie come quelle cardiovascolari, cancro, diabete e osteoporosi. Gli antiossidanti contenuti nel cioccolato, inoltre, potrebbero migliorare il sistema immunitario e proteggere da malattie più comuni.
Dato il contenuto calorico di zuccheri e grassi, si raccomanda comunque un consumo moderato, soprattutto se si è a dieta o se si è diabetici.
Il cioccolato non ingrassa: ad ingrassare siete voi. In quantità moderate, il cioccolato fondente non fa ingrassare, anzi, recenti studi hanno provato che attiva il metabolismo e che un quadretto – non una mattonella – di cioccolato al giorno risulta coadiuvante nella perdita di peso. Inoltre, il cioccolato non si muove, sono gli amanti del cioccolato che si muovono verso di lui ; per cui c’è un notevole dispendio di energie – e di calorie – in questo caso.

Per i soggetti sani, la psicologia moderna dice sempre di «nutrire il bambino che si ha dentro», consiglio che, personalmente, seguo alla lettera.

Usi in cucina
Torte al cioccolato, fonduta di cioccolato, crêpes, croissants, granita, gelato, crema, torrone, bignè, yogurt, creme varie, tartufi, ciambelle, sorbetto, cioccolata calda, cioccolata fredda. Continuo?

Accostamenti di gusto
Peperoncino, banana, noci, nocciole, mandorle, cannella, vaniglia, caffè, latte, panna, menta, lamponi, fragole, zenzero, arancia, lavanda, pollo, agnello.

Utilizzo degli scarti
Per i più pazienti, gli involucri cartacei del cioccolato possono diventare splendidi origami.
Le persone nomali possono al massimo piegare o accartocciare detti involucri e depositarli nella differenziata. Chi li riceve, saprà cosa farne.

Aneddoti e curiosità

  • L’aroma del cioccolato aumenta le onde cerebrali theta, innescando il senso di rilassamento.
  • L’inventore dei cookies con le gocce al cioccolato vendette l’idea a Nestlé Toll House in cambio di una fornitura di cioccolato a vita.
  • Gli M&M’s furono creati nel 1941 per i soldati, con lo scopo di fargli godere del prodotto senza rischio di farlo squagliare.
  • La tavoletta di cioccolato più grande del mondo mai confezionata pesava più di 5,5 kg.
  • Il magnate del cioccolato Milton Hershey disdisse la sua prenotazione sul Titanic all’ultimo momento, in seguito ad un problema di lavoro.
  • Il nome scientifico della pianta di cacao è Theobroma cacao, che vuol dire «Cibo degli Dei».
  • L’Imperatore Azteco Montezuma beveva 50 tazze di Xocoatl al giorno da un calice d’oro.

Scheda e testi a cura di Michael Meyers
Fotografia delle fave di cacao a cura di Manuela Valentini
Foto di copertina a cura di Valentina de Felice

3 Comments

  • Torta Kenya di Ernst Knam

    7 luglio 2017 at 9:05

    […] Qui trovate la storia del cioccolato, come è nato, ricette, curiosità, …tutto questo grazie al Calendario del Cibo Italiano e se seguite il sito ci saranno tante sorprese, proprio legate al cioccolato. Uno dei pasticceri più famosi e amante del cioccolato è Ernst Knam, campione italiano di cioccolateria e per molti “il re del cioccolato”. Uno dei suoi libri si chiama proprio “Che paradiso è senza il cioccolato?”, che dopo averlo sfogliato in libreria , l’ho acquistato, poiché le ricette sono spiegate molto bene, sono semplici…alcune un po’ lunghe nella preparazione, ma seguendo alla perfezione il procedimento, il risultato è garantito. Ho provato diverse ricette di questo libro: “Crostata pere e cioccolato” , Torta mocaccina, Amaretti morbidi, un’altra un po’ particolare la Torta alle melanzane, cioccolato e lamponi….ne ho fatte altre, che non ho condiviso torta di mela streusel, torta di mele e crema royal….ed ora vi faccio conoscere la torta “Kenya” fatta già diverse volte ed il risultato è sempre stato superlativo, un dolce mooolto cioccolatoso. Alla ricetta originale, io ho arricchito l’impasto della frolla con della farina di mandorle ed ho sostituito parte della farina 00 con farina di farro, è possibile preparare la frolla al cacao e così avrete un dolce completamente al cioccolato;  alla mousse al cioccolato si possono aggiungere frutta fresca, tagliata a pezzetti oppure frutta secca. Io ho preferito lasciare la mousse al naturale, ho decorato la torta con del ribes e lamponi.   […]

  • Calendario del cibo italiano:torta Mocaccina di Ernst Knam, per la giornata mondiale del cioccolato! – Scelgo un libro per bambini con la pancia piena!

    7 luglio 2017 at 10:31

    […] per festeggiare la giornata mondiale del cioccolato il Calendario del cibo italiano presenta una bellissima intervista a Ernst Knam, uno dei […]

  • Pannacotta di tre cioccolati per la giornata mondiale del cioccolato | Ricetta ed ingredienti dei Foodblogger italiani

    8 luglio 2017 at 9:26

    […] è la Giornata mondiale del cioccolato e mi unisco coro delle preparazioni  che ne esaltano la indiscussa bontà […]

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