Blog post

Possono far pensare a tutto tranne che alla penitenza i sofficissimi maritozzi panciuti incisi per lungo e farciti con l’abbondante panna montata mentre paccioccosamente aspettano di essere indicati con un dito in una delle pasticcerie di Roma per essere mangiati li sul posto la domenica mattina insieme al cappuccino oppure sul marciapiede davanti per placare un certo languorino che a volte capita di sentire verso le 2 di mattina tornando a casa . E invece, pare che siano niente di meno che lontani discendenti dei pani al miele, l’unica trasgressione dolce concessa fin dal Medioevo durante il periodo del rigido digiuno quaresimale, chiamati, con lo spirito sarcastico che contraddistingue gli abitanti della città eterna, “er santo maritozzo”.

Maritozzo? Maritozzo, sempre pare, per il fatto che una volta i fidanzati usavano regalare alle loro morose, il primo venerdì di marzo, una brioche simile decorata per l’occasione con due cuori fatti con lo zucchero in superficie che custodiva un anello dentro. Dalla parola marito (futuro si intende) allo scherzoso maritozzo la strada è stata breve. I maritozzi si trovano tuttora nelle storiche pasticcerie romane ma sono i dolci considerati quasi “di una volta” legati alle latterie che lentamente stanno scomparendo come la famosa latteria della “Sora Elena” di Testaccio, ormai soltanto nella memoria di quelli nati a Roma negli anni ’50.

Maritozzo

ricetta di magro della Quaresima

400 g di farina 00

130 g di uvetta sultanina ammorbidita nell’acqua

3 uova

80 g di pasta da pane

80 g di zucchero

50 ml di olio extravergine d’oliva

80 g di scorza d’arancia tritata

80 g di pinoli (facoltativo)

Un pizzico di sale

Impastate la farina con 2 uova, 2 cucchiai di olio, il sale e la pasta di pane a pezzetti. Formate la palla e lasciate lievitare per 5 ore circa in un luogo tiepido e non ventilato.

Riprendete la pasta, aggiungete l’uovo rimasto, unite altri 2 cucchiai di olio e lo zucchero, impastate aggiungendo acqua tiepida per ottenere un impasto morbido. Incorporate l’uvetta, i canditi e i pinoli eventualmente.

Formate i panini allungati. Disponeteli sulla placca e fate lievitare per altre 6 ore circa. Cuoceteli a 180 gradi per 15-20 minuti.

VERSIONE “MODERNA”

ingredienti

300 g farina 00

200 g manitoba

125 g burro

100 ml latte

75 g zucchero semolato

20 g di lievito di birra

2 uova + 2 tuorli

80 g uvetta sultanina

rhum

scorza di limone grattugiata

sale

Sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido. Ammorbidite l’uvetta nel rhum. Impastate con la planetaria la farina con il lievito, le uova, i tuorli, la scorza grattugiata di limone, lo zucchero poco alla volta, il burro ammorbidito e infine il sale e l’uvetta ben asciugata.

Fate lievitare l’impasto per circa 45 minuti in una ciotola, coperta con la pellicola trasparente, a una temperatura di 26 – 28°C. Rompete la lievitazione e lavorate la pasta per 5 minuti. Create, partendo da piccole palline di pasta, dei dolci con la forma simile a un fuso del peso di circa 70 grammi. Disponete i maritozzi sulla placca del forno rivestita di carta, e fate nuovamente lievitare a temperatura 28 – 30°C per 60 minuti.

Cuocete in forno,già caldo a 200°C, per 15 minuti.

 

Testo di Marina Bogdonivic

Foto e ricetta “moderna” di Monica De Martini 

Ricetta classica di magro: Enciclopedia della cucina italiana, volume 13, pagina 287…Istituto De Agostini

Previous Post Next Post