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Non è un caso che tutti i fenomeni della vita umana siano dominati dalla ricerca del pane quotidiano, il più antico legame che lega tutti gli esseri viventi, incluso l’uomo, con la natura circostante (Ivan Pavlov).

16 ottobre, dapprima nata nel 1981 come Giornata Mondiale dell’Alimentazione, organizzata dalla FAO per commemorare la sua fondazione, ed in seguito estesa dal 2006, per volere dell’Unione Internazionale dei Panettieri e dei Pasticceri (IUB), anche a Giornata Mondiale del Pane, per celebrare uno dei primi cibi lavorati dall’uomo e considerato attraverso i secoli nutrimento di base per numerose popolazioni.

Acqua e farina, due semplici ingredienti che, mescolati alla forza prorompente di un buon lievito, danno come per magia un prodotto che sa conquistare col suo profumo, la sua fragranza, la sua bontà: eppure, nella sua semplicità, così ricco di significati ed interpretazioni popolari.

Questa giornata è voluta per riscoprire il pane autentico e celebrarlo in tutto il suo splendore, riavvicinandosi ai sapori di una volta ed incoraggiare le persone ad apprezzare maggiormente quello artigianale ed imparare (o almeno provare) a farlo anche in casa.

Il pane ha una storia antichissima, nata quando l’uomo ha iniziato a diventare stanziale e imparato a coltivare la terra. Ha saputo interpretare le peculiarità dei luoghi, dando vita ad impasti con farine diverse e dalle forme particolari (pare ce ne siano ben 250 tipi nel nostro bel Paese, con numerose varianti).

Da sempre alimento base di (quasi) ogni civiltà, accessibile a tutti e portatore di forti impronte tradizionali e spirituali, anche religiose, tutt’ora simbolicamente perpetuate: il taglio a croce che comunemente si fa sul rinfresco della pasta madre non è solo strumento di percezione visiva del suo buon sviluppo ma racchiude il ringraziamento dovuto al Signore per averne ancora a sufficienza sulla tavola quotidiana, tanto per fare un esempio.

Simbolo di condivisione (a Pompei è stata rinvenuta una pagnotta con i segni per porzionarla) con la sua massima espressione di comunione di vita nell’ultima cena di Cristo coi suoi discepoli, quanto di disprezzo verso carcerati e condannati a cui veniva dato capovolto, sorprendentemente considerato anche come panacea di molti mali già dagli antichi Romani e di cui ancora oggi ne resta traccia in alcuni pani regionali dedicati a particolari Santi.

Anche Papa Wojtyla, nel 1983, ringrazia in una sua lettera i rappresentanti delle Associazioni europee dei Panificatori, raccomandandosi di mantenere la preoccupazione della qualità del pane e considerare il loro mestiere come una vocazione.

Attende la terra le mie lacrime, perché son le sole a illuminare il cielo di poesia, mentre il forno cuoce il pane che profumerà la vita e aprirà ombrelli di sorrisi (Bramante).

Che siano sorrisi panosi per tutti!

Alessandra Uriselli – Schuttelbrot 

Anna Calabrese – Taralli sugna e pepe

Cinzia Martellini Cortella – Grissini stirati torinesi

Claudia Primavera – Rosette soffiate romane

Federica Papilla – Panini al mais e farina integrale

Gaia Innocenti – Pane toscano

Giuliana Fabris – Pan Tramvai

Katia Zanghì – Cuddura con le nocciole

Laura Leoni – Lingue delle suocere 

Manuela Valentini – Carasau

Maria Pia Bruscia – Mafalda Siciliana

Maria Teresa Cutrone – Pane Parrozzo

Monica Costa – Libretti genovesi

Monica De Martini – Montasu

Pasquale Alberico – Pane Cafone

Pattipa Castello – Pagnotelle Santa Chiara

Rossella Campa – Mpille

Valeria Caracciolo – Cafone

 

Testo di Cinzia Martellini Cortella

 

5 Comments

  • Pagnotte di Santa Chiara per la GN del Pane | Il castello di PattiPatti

    16 ottobre 2017 at 8:56

    […] qui potrete conoscere tutto il pane del mondo, quello nazionale e internazionale. Una roba […]

  • Mapi

    16 ottobre 2017 at 9:12

    Non a caso, in molte lingue del mondo l’espressione “guadagnarsi il pane” significa lavorare per guadagnare quanto basta per vivere.
    Bellissimo articolo e meravigliosa giornata, grazie Cinzia!

  • Macina Caffè

    16 ottobre 2017 at 9:28

    Articolo meraviglioso e tanto, ma tanto importante, come base per la maggior parte delle riflessioni sulla cultura odierna del cibo, la sua storia e la bellezza del riscoprire tradizioni perdute. Non vedo l’ora di leggermi tutte le gustose proposte!!!

  • Le mie rosette soffiate romane per il Calendario del Cibo Italiano – La pagnotta innamorata

    16 ottobre 2017 at 21:09

    […] partecipo alla Giornata mondiale del Pane promossa dal Nuovo Calendario del Cibo Italiano, qui potete trovare gli altri pani regionali italiani che insieme al mio festeggiano questa […]

  • ‘Mpille salentine | Rossella lacucinatifabella!

    16 ottobre 2017 at 22:17

    […] la Gm del pane del Calendario del Cibo Italiano la scelta è caduta su questi deliziosi panini conditi tipici del […]

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