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il giro del mondo in 14 pani, perchè il pane unisce il mondo intero, come cibo basico, a portata di tutti. Vediamone un po’ la storia.

A Pompei sono state rinvenute numerose forme di pane risalenti all’anno dell’eruzione, il 79 d.C. (in foto). Tuttavia questo non è decisamente il pane più antico mai rinvenuto in uno scavo archeologico. Frammenti di pane non lievitato sono stati rinvenuti fin dal periodo neolitico, ossia ben diecimila anni fa!!

Per quanto riguarda l’Europa, il pane arriva dal Medio Oriente attraverso l’Egitto e la Grecia. Anche se i Romani mangiavano una pappa di acqua e farina, furono i contatti con i Greci a portare il pane a Roma.
Il pane fu scoperto, probabilmente per caso, durante la preistoria, nel Neolitico appunto, in Medio Oriente. Una svolta fondamentale alla panificazione la diedero gli antichi Egizi, i quali scoprirono che usando un po’ di impasto “vecchio” (l’antenato del lievito madre) si ottenevano pagnotte più morbide.
Dagli Egizi ai Greci e poi ai Romani, l’arte della panificazione si è continuamente evoluta e Plinio in epoca romana elenca numerosi tipi di pane fatti sia con farine ricavate dai cereali che dai legumi. Tornando alla già citata Pompei, sono state ritrovate ben 35 panetterie.

In Europa, con le invasioni barbariche, che posero fine all’impero romano, l’arte della panificazione iniziò a scomparire, ad eccezione dei monasteri, che non salvarono solo le opere letterarie ma anche l’arte di fare il pane.  E mentre l’Europa attraversa il suo medioevo, l’Oriente prospera: si pensi ai racconti delle mille e una notte, che affondano sì le radici in una cultura più antica, ma comunque rispecchiano il pensare dell’epoca in cui sono stati scritti (X secolod. C.). E il cibo, pane compreso (il tradizionale naan), è protagonista indiscusso!
In estremo Oriente invece troviamo il mantou, pane cotto al vapore e ripieno, che sembra aver avuto origine in Cina durante il terzo secolo d. C. E che si trova anche in Giappone e Mongolia.
Tornando alla vecchia Europa, quasi fino alla rivoluzione industriale l’arte della panificazione si sviluppa lentamente, anche se il pane resta un grande protagonista della storia con le molte “rivolte del pane” a tal cibo legate sin dall’epoca romana fino alla primavera araba, che in Tunisia si scatena, tra gli altri motivi, a causa dell’aumento del prezzo del pane.

Come dimenticare la celebre frase: S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche (Se non c’è più pane che mangino brioches), che seppur erroneamente attribuita a Maria Antonietta, nell’immaginario collettivo è strettamente legata alla rivoluzione francese!
Insomma il pane fa parte della storia universale dell’uomo: sono davvero poche le cose che uniscono culture e continenti così come il pane! In ogni parte del mondo dall’antichità ai giorni nostri c’è sulle tavole una qualche forma di pane (lievitato o meno).

E adesso, vi portiamo a fare il giro del mondo in 14 pani!

Seguiteci!

Fausta Lavagna Chapati -India


Maria Teresa Cutrone – Pan Dalì


Michela Gomiero – Soda Bread- Irlanda

Milena Zuppiroli – Tortilla di mais- America Latina

Katia Zanghì – Pita -Medioriente

Fabiola Palazzolo – Challah -Azkenaziland


Giovanni de Biasio – Broa- Portogallo

Bianca Berti – Baguette- Francia

Marina Bogdanovic – Proja- Serbia

Tamara Giorgetti – Cornbread- USA

Annarita Rossi – Lahoh- Somalia e Kesra Marocco


Antonella Eberlin – Laobing- Cina

Laura Leoni – Melonpan- Giappone

Mai Esteve – El pa de pages

 

Foto di Fausta Lavagna

1 Comments

  • Macina Caffè

    16 ottobre 2017 at 15:50

    Meravigliose proposte che dovrò assolutamente segnarmi nell’elenco dei “da fare”. Complimenti a tutti e grazie della divertente e bella occasione!
    …improvvisa voglia di sgranocchiare 😉

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