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Il pollo alla Marengo è un piatto storico che celebra la battaglia combattuta e vinta da Napoleone il 14 giugno del 1800. La vittoria fu molto importante e il cuoco Dunand creerò questo piatto, con i pochi viveri disponibili, che venne subito apprezzato dal generale.

Il pollo alla Marengo, simbolo della cucina alessandrina, si arricchisce di funghi, gamberi e uova fritte servite su crostoni di pane. Moltissime le versioni e le ricette che spesso si contraddicono, qualcuna prevede i funghi e altre li sostituiscono con i gamberi, ma sulla data della sua invenzione non si discute.

E se la ricetta classica è molto ricca, Pellegrino Artusi, nel suo “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiare bene” alla ricetta 268, lo descrive così:

“ ……. prendete un pollo giovane ed escludendone il collo e le zampe, tagliatelo a pezzi grossi nelle giunture. Mettetelo alla sauté con grammi 30 di burro, una cucchiaiata d’olio e conditelo con sale, pepe e una presa di noce moscata. Rosolati che sieno i pezzi da una parte e dall’altra scolate via l’unto e gettate nella sauté una cucchiaiata rasa di farina e un decilitro di vino bianco. Aggiungete brodo per tirare il pollo a cottura, coperto, e a fuoco lento. Prima di levarlo dal fuoco fioritelo con un pizzico di prezzemolo tritato e quando è nel vassoio strizzategli sopra mezzo limone. Riesce una vivanda appetitosa.”

 

Foto copertina dal ” Il Cucchiaio d’Argento

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