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Pallotte cac’e ove, le polpette di formaggio, pane e uova prima fritte e poi immerse nella leggera salsa di pomodoro profumata di basilico fresco sono un piatto popolare e povero ma irresistibile della cucina Abruzzese e Molisana. Tocca sempre camminare sulle punte dei piedi quando di cucina povera si parla perché il concetto della povertà cambia rispetto al periodo storico, alla fascia sociale e, non per l’ultimo,  dipende dai  punti di vista. Il solo fatto di non contenere la carne, in periodo post bellico, bastava per classificare queste squisite polpette come un piatto povero, la cosa accettabile con qualche difficoltà vista la non irrisoria quantità di formaggio e anche della uova.  Si tratta piuttosto di un piatto non tanto povero quanto semplice  che in qualche modo per esperienza diretta o indiretta fa parte del vissuto di tutte le famiglie abruzzesi o molisane senza distinzioni di classe e di provenienza.  Diffidate invece da chi sostiene di essere in possesso della  ricetta “vera”  perché non esiste né poteva mai esistere. Sono a modo loro “originali” tutte purché scelgano  con attenzione  il pecorino semistagionato  di 70-80 giorni “tagliato” da un formaggio leggermente più dolce, le uova fresche, il pane vecchio ma non troppo. Su ogni etto di formaggio va calcolato 1 uovo e il pane quanto basta per ottenere un impasto abbastanza compatto per formare le polpette ma anche più uova,volendo, e in tal caso l’impasto morbido viene immerso nell’acqua bollente con il cucchiaio, più o meno grande. Una volta, si sa, il finger food non c’era e le polpette erano piuttosto grandi. Anche il pane, volendo o dovendo,  può  prevalere sul formaggio.  Il pane può essere sbriciolato con le mani per ottenere la mollica ma se capita il pane più vecchio e ormai duro, può essere anche ammorbidito nel latte.

Questione di abitudine e di gusti.

L’occhio alla dispensa e tanto, tanto buon senso.

200 g di Pecorino semistagionato grattugiato

100 g di cacciotta di mucca o di pecora dolce

50-100 g di mollica di pane

3 uova

1 spicchio d’aglio

Prezzemolo tritato

Pepe nero

Salsa di pomodoro fresco preparata con la cipolla e profumata di basilico

Olio extravergine d’oliva (o altro) per friggere

Mescolate tutti gli ingredienti tranne il pane che aggiungerete alla fine e poco alla volta per ottenere l’impasto malleabile. Formate le polpette e friggetele nell’olio bollente. Quando sono cotte e dorate disponetele su un foglio di carta da cucina per assorbire l’olio in eccesso e trasferitele successivamente nel sugo. Fate insaporire per qualche minuto  e servite come antipasto ma anche come secondo piatto.

 

Testo, ricetta e foto di Marina Bogdonovic

1 Comments

  • U' Scescille termolese –

    7 ottobre 2017 at 11:15

    […] possiamo considerare un cugino stretto  delle polpette ‘casce e ove’ di cui il Calendario del Cibo Italiano celebra oggi la […]

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