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Il caffè è la bevanda più famosa e consumata al mondo. Secondo le statistiche si consumano circa due miliardi di tazze di caffè ogni giorno. Tanto che il caffè rappresenta una delle più importanti commodities (ovvero merci quotate alle borse internazionali) del pianeta.
Il caffè accompagna il cammino dell’uomo da lungo tempo e ha compiuto un viaggio intorno al mondo per tornare al luogo di origine.
Nasce in Etiopia, sull’altopiano di Kaffa (da cui si suppone abbia preso il nome la pianta) più di tremila anni fa. Le popolazioni che vi abitavano essendo dedite alla pastorizia, facevano uso di una bevanda ricavata per infusione che li accompagnasse durante i lunghi trasferimenti e che fosse energizzante e li mantenesse svegli e lucidi. Fu grazie ai mercanti yemeniti, che nel X secolo ne riconobbero le potenzialità, e diffusero la pianta in tutto il mondo arabo nei secoli della grande espansione islamica. Da li giunse in India, che ancora oggi è uno dei più importanti paesi produttori di caffè. Ma un così ampia e profonda diffusione del caffè tra le popolazioni musulmane non era sfuggita ai mercanti della Repubblica di Venezia e all’alba del 1600 (precisante nel 1615) iniziò il commercio con i mercanti ottomani. E così il caffè giunse in Europa attraverso l’Italia.
La coltivazione del caffè iniziò rapidamente a diffondersi e così la fama della bevanda. Nel XVIII secolo era imperativo categorico di coltivare piantagioni di caffè da parte delle nascenti potenze coloniali europee.
Da qui giunse in Sudamerica e successivamente alle Hawaii, dove il clima e il territorio particolarmente favorevole hanno dato vita a tre varietà leggendarie e purtroppo di difficile reperibilità, che almeno una volta nella vita andrebbero assaggiate: il Kona, il Captain Cook e il Maui. E attraverso dei monaci il caffè arrivò in Tanzania, una tappa fondamentale perché da qui passò in Kenya, che ancora oggi ci dona alcuni dei cru più pregiati. L’arbusto ha così compiuto il giro del mondo, attraverso l’Asia, l’Europa e il Sudamerica ha raggiunto nuovamente l’Africa, trovando un territorio particolarmente fecondo proprio a fianco ai luoghi da cui era partito otto secoli prima.
Se si guarda alla sua lunga storia, affascina molto il successo di una bevanda così poco nutriente, ma dai netti effetti psicotropi (in grado cioè di favorire la veglia e la lucidità). Che l’hanno trasformata nel fulcro intorno al quale sono sorti dei luoghi pubblici dedicati al suo consumo. Ovvero le caffetterie: i primi a realizzale sono stati gli arabi che le chiamarono “Scuole del sapere” o “Scuole per persone colte”. Luoghi in cui si dissertava su svariati argomenti (tranne quelli frivoli che erano banditi) sorseggiando l’amata bevanda: il caffè. Perfettamente il linea con i dettami del Corano esaltava le menti, acuiva l’intelligenza, aiutava la memoria e soprattutto stimolava la convivialità. Da qui il passo alle Coffee House in Inghilterra e ai Caffè Viennesi, e a quelli Letterari francesi e italiani, vere e proprie istituzioni che assunsero a breve tempo nella vita sociale, culturale, commerciale e politica delle città. I locali che sorsero in tutta Europa nel Settecento accompagnarono una specifica fase della civiltà della storia: l’Illuminismo. Il caffè, per le sue proprietà appare legato allo sviluppo della conoscenza, così come ai nuovi insediamenti urbani e agli spazi pubblici finalmente accessibili a ceti sociali per lungo tempo emarginati. Ma è a partire dalla fine dell’Ottocento che si percepisce un maggior senso di uguaglianza sociale, permettendo la frequentazione a qualsiasi tipo di avventore, di qualsiasi ceto sociale o condizione economica. L’introduzione di nuove macchine in grado di produrre velocemente caffè di qualità, insieme alla nuova clientela favorirono il passaggio dal caffè come salotto borghese al caffè come luogo di ritrovo universale.
Divenne presto però anche sinonimo di consumo sbrigativo, senza perdere i connotati di luogo di ritrovo. Il concetto di caffè-bar nel Novecento è sempre più spesso legato al mordi e fuggi, pausa di lavoro, piccoli spazi e consumazioni in piedi. Oggi rappresenta una breve pausa durante la quale la bevanda risulta quasi una scusa per un minuto di stacco e viene consumata in tutta fretta.
Tuttavia il senso di spiritualità e ritualità insito nel caffè e nella sua pianta non è andato perso. Basti pensare che ancora oggi tra gli altopiani dell’Etiopia, il caffè viene offerto agli ospiti secondo un preciso e antico rituale, la cerimonia del caffè invita a condividere quanto di più sacro si ha a disposizione.
E senza andare così lontano basta pensare alla “cerimonia del caffè alla napoletana” celebrata in un’infinità di opere letterarie, teatrali e cinematografiche. A cui anche Eduardo De Filippo riserva un ruolo importante, come nella pièce “Natale in casa Cupiello” quando il protagonista rimprovera che “col caffè non si risparmia” o quando in un’altra spiega tutti i piccoli segreti per fare un buon caffè alla napoletana.
Ciò che, business a parte, ha reso il caffè così amato e diffuso è il suo carattere raffinato e l’intensità del suo aroma che lo hanno trasformato in un rito quotidiano praticamente in tutto il mondo, un lusso (oggi alla portata di tutti, ma in passato davvero esclusivo) a cui pochi sanno resistere. Una bevanda di aggregazione, ospitalità e conforto. Un’esperienza sensoriale.
Per fare del caffè un autentico piacere e per ricondurlo al suo antico ruolo conviviale e cerimoniale, dobbiamo fare un passo indietro e ritrovare la sua sacralità. Abbandonare la fretta, e cercare l’espresso perfetto; trasformare il gesto frettoloso, frutto di una società iperproduttiva e stressata nella complessa e strutturata bevanda da meditazione che è, ed è sempre stata. Cancellare l’abitudine di un gesto nervoso e automatico per ritrovar la consapevolezza di un rituale intriso di sacralità e in grado di generare piacere.
L’espresso è la sua consacrazione: la quintessenza. In esso le caratteristiche olfattive vengono estratte a fondo e quasi amplificate, rivela il carattere del caffè e ne esalta la personalità. Lasciatevi rapire dall’esperienza sensoriale la prossima volta che vi troverete davanti alla tazzina di caffè.

 

Scheda nutrizionale

Prof Michael Meyers. Oncologo, Nutrizionista Clinico
Il caffè è una gran bella invenzione. Da solo, senza zucchero, non ha nessuna caloria e neanche un grammo di grassi e possiede grandissimi benefici nutrizionali.
E’ ricco di Riboflavina e acido pantotenico, oltre a contenere manganese, potassio, magnesio e Niacina.
Migliora il livello di energia. La caffeina blocca un neurotrasmissore inibitorio chiamato Adenosina, dando via un effetto stimolante. Questo fa sì che migliorino i livelli di energia, l’umore e varie altre funzioni cerebrali.

Aiuta a ridurre il grasso corporeo. Non per niente è l’ingrediente attivo di tanti prodotti che giurano di « bruciare i grassi » e di creme anti-cellulite. Il caffè in realtà non fa che dare un gran impulso al metabolismo.
La caffeina aumenta l’adrenalina e migliora le capacità fisiche. Ottimo per chi fa sport, ma occorre fare attenzione ai test anti doping.
Inoltre, i bevitori di caffè avrebbero un rischio più basso di ammalarsi di diabete, Alzheimer, Demenza, Parkinson, Cirrosi, cancro del fegato e del colon.
Il caffè è una bevanda felice. Aiuterebbe a combattere la depressione e ad aumentare il senso di felicità, riducendo il rischio di suicidio fino al 53%.
E…. sorpresa!!! Il caffè è la più grande fonte di antiossidanti della dieta Occidentale moderna. Molto più che frutta e verdura insieme.
Sarà per questo che è strettamente legato alla longevità?!? 😉

Per celebrare al meglio la giornata nazionale del caffè, la Community ha dedicato un intero menù dove il caffè è assolutamente protagonista.

Milena Zuppiroli – Gamberi croccanti al mais con salsa ristretta al caffè

Laura Leoni – Tagliatelle  al caffè

Antonella Eberlin – Arista disossata in crosta di caffè

Giorgia Pasqualotto – Budino al caffè

 

Testo di Ilaria Talimani

Scheda tecnica del Prof Michael Meyers. Oncologo, Nutrizionista Clinico

Foto Fausta Lavagna

 

5 Comments

  • Calendario del cibo italiano: Gamberi croccanti al mais con salsa ristretta al caffè – Scelgo un libro per bambini con la pancia piena!

    8 ottobre 2017 at 10:02

    […] senza porsi troppi problemi. Ecco, questo è un po’ quello che ho fatto preparando, per la giornata del caffè promossa dal calendario del cibo italiano, un antipasto di mare con questo meraviglioso ingrediente così versatile. Anche se in famiglia da […]

  • SPAGHETTI AL CAFFE’ – Sweet cakes by lalla

    8 ottobre 2017 at 10:24

    […] secondo il Calendario del Cibo Italiano è la Giornata nazionale del caffe’ ed io ho rispolverato una ricetta del mio vecchio quadernetto. Una delle poche cose che mi manca […]

  • Budino al caffè di Leonardo di Carlo per la GN del caffè

    8 ottobre 2017 at 10:57

    […] sito troverete una raccolta dei contributi odierni, con una sfilza di ricette a base di caffè tale da causare l’insonnia anche con la sola […]

  • Ilaria Talimani

    12 ottobre 2017 at 14:31

    Una splendida giornata anche grazie ai contributi del menù con ricette e foto accattivanti. E a proposito di foto, quella di copertina di Fausta è magnifica!

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