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Tutto quello che avresti voluto sapere – e non hai mai osato chiedere – sulle ARANCE

  1. Arancio è l’albero, arancia il frutto, anche se nel parlato si chiude un occhio e il maschile può essere usato anche per indicare il frutto. Lo stesso vale anche per il plurale, sempre nella lingua parlata. Dove non si transige è sulla ortografia: arance, al plurale, si scrive senza i.
  2. Originarie dell’Estremo Oriente (India, Cina e Vietnam), le arance sono oggi l’agrume più consumato al mondo. Il primo produttore mondiale è il Brasile (oltre 18 milioni di tonnellate), seguito dalla Cina, dall’Unione Europea (6 milioni di tonnellate) dagli Stati Uniti, dal Messico e dall’Egitto. In Europa, è la Spagna il primo produttore, mentre l’Italia ha registrato un sensibile calo, lo scorso anno, a causa della diffusione del virus Tristeza, diffusosi prevalentemente negli agrumeti di Catania e di Messina
  3. Noi esportiamo arance verso la Germania, la Svizzera e l’Austria e le importiamo dalla Spagna e dal Sudafrica. Il dato curioso è che le quantità all’incirca si equivalgono, con circa 138 mila tonnellate in uscita e 131 mila in entrata.
  4. Fino al 1800, il termine letterario con cui ci si riferiva alle arance era Portogallo. tuttora, in alcune forme dialettali, è presente il riferimento a questo termine che non indica di necessità l’omonima nazione: c’è anche il nome gredo delle arance, portokalos, che potrebbe essere il vero eponimo.
  5. Il coinvolgimento del Portogallo è legato a Vasco De Gama: pare infatti che il grande navigatore portoghese abbia importato le arance direttamente dall’India, dove erano conosciute con i ìl nome di narang. La varietà più amara era però già nota in Italia sin dal Medioevo, grazie agli Arabi e ci sono testimonianze sul loro consumo anche in epoca romana (probabilmente dall’Oriente)
  6. Le varietà di arance sono numerosissime: in Italia, le più diffuse sono il Tarocco, il Moro e il Sanguinello (a polpa rossa) e la Valencia, a polpa gialla. L’Arancia Rossa di Sicilia IGP,  l’Arancia di Ribera DOP e l’Arancia del Gargano IGP sono poi tutelate da marchi comunitari.
  7. Le prime coltivazioni di arance in Italia furono al Nord, nella riviera ligure e sulle sponde dei grandi laghi. Solo verso la metà del XVI secolo si comprese che, per quanto più mite di quello continentale,  il clima delle coste settentrionali non era adatto a questa coltura, che venne quindi spostata nel Meridione, dove attecchi e proliferò. Tuttora, la regione con la maggior produzione di Arance è  la Sicilia, specialmente nella parte orientale, seguita dalla Calabria e, ad una certa distanza, dalla Campania, dalla Puglia e dalla Sardegna.
  8. Stando alla mitologia, furono arance i doni nuziali di Era a Zeus: da qui il loro simbolismo legato alla fertilità e all’amore fecondo. Non a caso, è un arancio anche l’albero sullo sfondo de La Primavera del Botticelli, a sottolineare questo rapporto con il risveglio della natura e della vita.
  9. “Al mattino le arance sono d’oro, a pranzo d’argento e alla sera di piombo” recita un famoso proverbio e con ragione: la frutta acida rallenta la digestione e se durante il giorno regala un piacevole senso di sazietà, può provocare pesantezza, alla sera.
  10. A dispetto degli inestetismi della cellulite, che sono noti come “buccia d’arancia”, il succo di questo frutto è un ottimo alleato per combatterla: la vitamina C, di cui le arance sono ricche, stimola infatti la produzione del collagene, rafforza i capillari e favorisce il drenaggio dei liquidi.

 

Articolo di Alessandra Gennaro

Foto di Giuliana Fabris

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