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Se “acquacotta” tipica maremmana spiega piuttosto chiaramente il suo contenuto: acqua e poco più, altrettanto vale per il “pancotto”
Il pancotto è comune a molte regioni italiane come tanti piatti antichi, d’origine umile e contadina, che nascevano dalla necessità di sfruttare il pane secco fino all’ultima briciola. Cambiano i nomi  in Piemonte, Lombardia e Veneto è chiamato panada e cambia il tipo di pane utilizzato come variano i condimenti, dall’olio extravergine al burro, allo strutto, ma la sostanza è la stessa, si tratta di una zuppa a base di pane raffermo
Acquacotta e Pancotto sono zuppe povere che testimoniano un passato contadino, ma che possono essere anche grandi piatti moderni

del pancotto
PANCOTTO ALLA CONTADINA MOLISANO
di Tina Tarabelli

Per 4 persone

4 fette di pane raffermo
4 patate di media grandezza
800 g di bietola
olio di oliva
uno picchio di aglio
un peperoncino
sale

Pulite e lavate le bietole. Tagliate a pezzi e lessatele fino a metà cottura in acqua bollente salata. Scolate lasciando da parte qualche mestolo di acqua di cottura.
Sbucciate le patate, lavatele e tagliatele a cubotti. Fateli soffriggere in una casseruola meglio se di terracotta con olio ( 3 cucchiai) ed aglio.
Aggiungete un po’ di acqua di cottura della verdura tenuta da parte e ben calda, fate cuocere fin quando le patate incominciano ad intenerirsi. Salate ed aggiungete il peperoncino.
Unite il pane tagliato a cubotti, mescolate e continuate la cottura a fuoco moderato , fin quando il pane non si è ammorbidito ed avrà assorbito parte del brodo. Se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete altro brodo naturalmente. Unite le bietole tenute da parte e condite con olio. Servite subito.

 

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