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Quando ho visto che sul Calendario del Cibo Italiano la giornata del 27 maggio era dedicata alle erbe spontanee, ho subito pensato: “perché non organizzare una bella passeggiata nei miei amati colli Euganei, per far conoscere ad altre persone la bellezza del territorio e approfondire così la conoscenza delle erbe spontanee?

Ho pensato subito a Giada e alla rivista Euganeamente, con la quale collaboro da un po’. La loro passione e il loro amore per i colli Euganei è così forte che contagia anche chi viene da fuori.

Propongo il progetto e …detto fatto! Organizziamo!

E cosi, Sabato 27 maggio, ecco incontrarsi di buon mattino 4 blogger scatenate che, armate di scarpe e bastoncini, macchine fotografiche e buona voglia, iniziano ad incamminarsi lungo il sentiero n. 8 del Monte Cecilia, alla scoperta del mondo delle erbe spontanee.

Il Monte Cecilia (199 m), situato nel comune di Baone (Padova), è una piccola elevazione a sud dei Colli Euganei, vicino al paese di Baone, punto di partenza per le escursioni che portano fino alla vetta del monte e alle rovine del castello che qui sorgeva. Nonostante la scarsa altitudine, il monte rappresenta una fantastica finestra sulla Pianura Padana e sui Colli Euganei circostanti, con un panorama che spazia sulle altre vette e sui paesi di Este, Monselice e Calaone. Il versante nord del monte, forse per la presenza di un suolo fortemente calcareo, presenta una vegetazione più rada e bassa. Una passeggiata lungo i suoi sentieri evoca scenari non dissimili da quelli delle colline umbre o toscane.

Il nostro viaggio inizia fra le siepi di acero campestre e un bosco di robinie: ma basta svoltare a sinistra, perché una vegetazione mediterranea si distenda di fronte ai nostri occhi. Sullo sfondo, i borghi di Arquà Petrarca, Calaone, Monselice.

Giada comincia a raccontarci quali specie botaniche man mano incontravamo sul nostro percorso.
Sapete come si distingue una persona “esperta” da una persone “appassionata ed esperta” ?

Dalla luce che ha negli occhi e dall’entusiasmo con cui trasmette il suo sapere. Giada li ha entrambi e, mentre ci spiega le diverse specie botaniche che incontriamo nel nostro percorso, ci contagia con il suo amore per la natura: restare indifferenti é impossibile.

Una delle piante più diffuse in questo ambiente é l’orchidea: Pensate che nei colli euganei si stimano oltre 30 specie diverse di orchidee, fra cui la tridentata, l’orchidea scimmia e l’orchidea maggiore la bellissima Ophrys bertolonii subsp, benacensis Uccellino allo specchio.

Oltrepassato un bivio e imboccato il sentiero a destra tra carpini neri, robinie e frassini, intravvediamo la berretta del prete, denominata così per la particolare forma dei suoi frutti.

Camminando scopriamo l’acero campestre, il biancospino, il ligustro, evonimo, roverella e carpino nero, olmi, robinie e cornioli e su tutte macchie di ginestre gialle, meravigliose e splendenti.

Arrivati su un leggero promontorio in mezzo alle ginestre, notiamo il monte Ventolone e l’abitato di Arquà Petrarca, a destra il monte Ricco, la Rocca di Monselice, nella splendida cornice dei colli Euganei.

All’ombra di una roverella, ascoltiamo Giada mentre ci racconta la leggenda del castello medioevale di Baon distrutto da Ezzelino III nelle diatribe con Camposampiero ed Este. La causa, secondo la leggenda fu una donna, la bella Cecilia che promessa in sposa a uno (Gerardo da Caposampiero) e maritata ad un altro Ezzelino III d’Este), venne oltraggiata dal primo e vendicata dal secondo, distruzione del castello compresa.

Man mano il sentiero si restringe e si addentra nel bosco…..

… e nelle meraviglie racchiuse al suo interno: acacie, gelso della Cina, ortiche, carletti, asparagine, malva ottima per le tisane, tarassaco, la bardana un antibiotico naturale, ma poi ciclamini, felci, e molto altro.

Dal bivio saliamo ai ruderi del castello dei Conti di Baone, fino agli scalini in pietra che portano alla croce in ferro che gli abitanti di Baone posero dopo la sua distruzione : ma non saliamo oltre ma continuiamo sul nostro sentiero, imparando a riconoscere altre erbe: overella, onge de gato, meli, ligustro, rosa canina, frassini, alianto e terebindo.

E non dimentichiamo la ruta patavina, la pianta più rara d’Italia che vive solo qui. Una curiosità: è sterile.

Ed ovviamente come tutti i gruppi montanari che si rispettano abbiamo la nostra piccola mascotte Kalì, una cucciola di Tibetan terrier, che precede il gruppo esplorando e guardando i ciclisti che passano.

Il giro del nostro anello è concluso, siamo entusiaste per tutto che abbiamo visto e traboccanti di gratitudine per quello che Giada ci ha raccontato.

Ma le sorprese non finiscono certo qui: saliamo in macchina e ci avviamo a Monselice al Parco Buzzaccarini, dove pranzeremo, per poi affrontare nel pomeriggio la visita del piccolo orto botanico

Nel frattempo ci raggiunge Lidia, giusta giusta per una fettina di torta al grano saraceno di Daniela, squisita come sempre.

Finita la torta, bevuto il caffè, e fatte le immancabili chiacchiere è il momento della visita al Giardino Botanico: ci accompagna Ivan, fidanzato di Giada, anche lui super appassionato di natura e di cibo.

Un Giardino Botanico, costruito e gestito interamente da volontari e appassionati. Qui troviamo piante aromatiche, piante acquatiche, piante velenose, piante medicinali, che si snodano lungo un percorso sensoriale di profumi e sapori.

Completato il giro del Giardino, salutiamo Ivan e ci dirigiamo verso Arquà Petrarca dove ci aspetta uno shopping da food blogger: Brodo di Giuggiole, e olio extravergine di Oliva e a Baone gli immancabili “bisi”.

Grazie a Lidia e Daniela per alcune delle loro foto.

Un grazie, enorme e di cuore a Giada: con lei stiamo già progettando la prossima passeggiata, alla quale già vi invitiamo, desiderosi come non mai di scoprire meglio il nostro territorio e farlo scoprire a chi ancora non lo conosce, in un percorso di conoscenza e consapevolezza davvero unico ed emozionante.

Testi a cura di Erica Zampieri – Sapori e Dissapori Food
Fotografie a cura di Erica Zampieri, Lidia Mattiazzi e Daniela Boscariolo
Ringraziamo Giada di Euganeamente per la sua grandissima cortesia e competenza.

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