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‹‹Il cibo di strada è il modo più diretto per conoscere la storia di un paese, in tutto il mondo››

Gualtiero Marchesi

Dimentichiamoci lo street food, il fast food, i food truck e qualsiasi altro termine straniero si si coniato in questi ultimi anni per raggruppare sotto un’unica etichetta il cibo di strada: quello che intendiamo celebrare oggi è la voce tutta dialettale del nostro cibo di strada , nato all’ombra del Foro romano e proseguito nei secoli, sulle rotte dei mercanti, nei primi chioschi al centro dei crocevia o nei banchi che si aprivano sulle cucine dei bassi, in un tripudio di voci, di lingue, di profumi e di sapori che ogni giorno rinnovavano la celebrazione di una cucina popolare, colta nei suoi aspetti più vividi, più veraci, più veri. Dire che il cibo di strada è la carta di identità del popolo che la produce è la conseguenza più evidente di un procedere parallelo fra cultura e cibo, visto che in questi piatti si riversa tutto quello che ci caratterizza, nella nostra identità: dal territorio alla tradizione, dalle tecniche alle testimonianze, in un mosaico di diversità tenuto assieme dal filo rosso delle astuzie dell’intelligenza umana, artefice di trasformazioni magiche capaci di rendere commestibile ciò che non lo è e di staccare un biglietto per la sopravvivenza all’umanità intera, compresa quella che non potrebbe altrimenti permetterselo. Un’operazione democratica ed etica, portata avanti in modo giocoso, chiassoso, allegro e strafottente: quante imitazioni della cucina dei ricchi, quanto sense of humor, quante risate dissacranti in quei piccoli trionfi di abbondanza nati dal riciclo e dal riutilizzo, in una apoteosi di sapori che recupera gli avanzi e li nobilita, immortalandoli in ricette in grado di sopravvivere ai tempi ed alle mode, per risvegliare ogni volta l’appetito, assieme al gesto ancestrale del mangiar con le mani- e all’immancabile promessa che, dopo, ci leccheremo le dita.

Ed ora, tenetevi forte, per il nostro viaggio on the road, alla scoperta del cibo di strada più tipico della nostra Penisola con alcuni membri della grande Community del Calendario del Cibo Italiano.

Cuoppo Napoletano e Pizza Fritta
a cura di Lucia Melchiorre

Olive all’Ascolana
a cura di Chiara Picoco

Cazzilli
a cura di Fabiola Palazzolo

Pannocchie “allesse”
a cura di Anna Calabrese

Cullurielli o cuddrurieddri calabresi
a cura di Anna Laura Mattesini

Panissette
a cura di Bianca Berti

Panino col Lampredotto
a cura di Francesca Geloso e Sara Sguerri

Rosticceria Catanese
a cura di Giorgia Pasqualotto e Therese Caruana

Arrosticini
a cura di Manuela Valentini

Folpetti bolliti veneti
a cura di Silvia Zanetti

Pituni Messinesi
a cura di Katia Zanghì

Pane e Panelle
a cura di Alessandra Uriselli 

Ricapitoliamo?

Grafica di copertina a cura di Mai Esteve
Introduzione a cura di Alessandra Gennaro

Infografica a cura di Acqua e Menta

4 Comments

  • chiara

    13 luglio 2017 at 9:52

    Che carrellata meravigliosa. Bravissime tutte.

  • Mai Esteve

    13 luglio 2017 at 10:33

    io mi sogno delle cozzazioni così!!!!
    dove devo firmare?

  • Giovanna

    13 luglio 2017 at 13:35

    Dico solo: “Spettacolo!”

  • Elena

    13 luglio 2017 at 14:12

    Ma che meraviglia, bellissimi oltre ad essere stuzzicanti e sfiziosi…

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