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Si narra che il re degli dei , Zeus, notoriamente incline alle passioni, vide un giorno la ninfa Cyrana e travolto dalla sua bellezza se ne innamorò.

Cyrana possedeva una bellezza unica; aveva un corpo snello, modi e portamento eleganti; incastonati in un volto deliziosamente rosato vi erano gli occhi, verdi come gemme screziate di riflessi viola e i suoi lunghi capelli erano del colore della cenere. Era d’animo nobile e delicato, era dolce ma al contempo orgogliosa e determinata e il giorno in cui Zeus le manifestò i suoi sentimenti lei lo rifiutò. A nulla valsero i successivi tentativi di conquista del dio ,la giovane non cedette mai, perciò questi, furente di rabbia per essere stato rifiutato da una semplice ninfa, decise di trasformare Cyrana in un vegetale che avrebbe dovuto però conservarne le caratteristiche.

Lo volle perciò spinoso, verde e duro al suo esterno per ricordare la forza e la volubilità del suo carattere ma internamente gli diede un cuore dolce e tenero come quello che era stato di Cynara, color viola intenso come le meravigliose screziature degli occhi che lo avevano fatto innamorare.

Così nacque il carciofo.

Ovviamente si tratta soltanto di un’antica leggenda greca che se certo non ci consegna il vero sull’origine dei carciofi ci regala ugualmente un dato importante e cioè che già all’epoca di Greci e Romani si conosceva la pianta  Cynara, progenitrice selvatica di  quella pianta di carciofo che noi possiamo apprezzare oggi.

Cynara scolymus è il suo nome scientifico ma noi tutti lo conosciamo come carciofo, termine mutuato dalla lingua araba ,’kharshuf’, che indica una pianta della famiglia Asteraceae coltivata in Italia e in altri Paesi per uso principalmente alimentare.

Si tratta di una pianta erbacea perenne capace di raggiungere fino al metro e mezzo di altezza, la terra ricopre il suo rizoma e dalle sue gemme si diramano più fusti che a loro volta, nel periodo della fioritura, si sviluppano in altezza attraverso una ramificazione dicotomica. In base alle fonti storiche, linguistiche e biologiche sembra accertato che il passaggio dalla sopracitata varietà selvatica alla pianta domesticata e coltivata del carciofo sia da collocare nella Sicilia del I secolo a.C.; ed è in alcuni orti della Sicilia centro-occidentale che pare essere tutt’oggi conservata un’antica cultivar che a livello molecolare e biologico rappresenterebbe una sorta di transizione tra il cardo selvatico e molte tra le varietà, attualmente, più conosciute e diffuse di carciofo.

Al mondo esistono circa 90 varietà di carciofo e il nostro Paese ne vanta il primato in quanto alla produzione, non solo, noi italiani siamo anche tra i principali consumatori di questo ortaggio versatile e gustoso; d’altro canto la cosa non dovrebbe stupire se si considera che il carciofo è una pianta che nasce e si sviluppa al meglio delle sue caratteristiche proprio negli ambienti mediterranei.

Amato e apprezzato in tutte le regioni dello stivale è nel centro sud che viene principalmente coltivato, in Sardegna come in Sicilia, in Puglia come nel Lazio ed anche in Toscana.

Nel tempo ben 4 sono le cultivar di carciofi italiani talmente preziose da aver meritato il riconoscimento di marchio di qualità di origine da parte dell’Unione Europea e sono il carciofo romanesco del Lazio, il carciofo Brindisino, il carciofo di Pestum ed il carciofo spinoso di Sardegna.

Il carciofo vegetale armonioso e saporito, dal cuore morbido e dolce, contraddistinto da  un piacevole retrogusto amarognolo, è sulle nostre tavole da sempre, e da sempre appartiene alla nostra tradizione culinaria: come contorno brasato, stufato o fritto accompagna a meraviglia secondi piatti a base di carne e di pesce ma sarebbe un vero peccato relegarlo ad assurgere un unico ruolo in cucina poiché sono moltissimi i primi piatti tipici della nostra tradizione gastronomica in cui i carciofi diventano protagonisti assoluti, basti pensare alle lasagne o ai risotti e possono diventare elementi sfiziosi e invitanti di un buon antipasto all’italiana se serviti crudi o sott’olio.

Testo di Francesca Geloso

Foto di Fausta Lavagna

1 Comments

  • Mai Esteve

    18 febbraio 2018 at 12:18

    a casa mia si è sempre litigato per chi mangiava più cuori di carciofo! Da piccoli ne andavamo matti e da grandi la passione per i carciofi non è andata a meno!
    Non la sapevo la storia di Zeus e la ninfea, s’ impare sempre! Grazie

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