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La Cucina Futurista di Marinetti si presenta come una vera e propria rivoluzione “cucinaria” espressa in tutte le sue peculiarità nel Manifesto della Cucina Futurista, che guarda al futuro e che ingaggia una lotta contro la routine e promulga la necessità di cibi nuovi e inconsueti.
Ricette particolarissime, per gli accostamenti forse solo all’apparenza azzardati, per la forma e l’originalità della presentazione, ma anche semplicemente per la denominazione innovativa: “paradosso primaverile”, “antipasto folgorante”,“profumi prigionieri”, “come una nuvola”, parole in libertà”.
Lo stesso Marinetti aprì il primo ristorante futurista in Italia, a Torino, la Taverna del Santopalato, che però ebbe vita breve.
Ne abbiamo reinterpretato un autentico piatto storico, ispirato all’unica ricetta di pasta proposta nel Formulario futurista per ristoranti e quisibeve, denominata la “zuppa zoologica“, ma poi abbiamo anche presentato una delle più o meno improbabili ricette citate da Filippo Tommaso Marinetti nel suo libro “Cucina futurista”, per un pranzo di nozze. Più semplicemente possiamo interpretare una cucina come innovazione dove piatti tradizionali incontrano altri gusti e forme per poter essere apprezzati in modo diverso e sicuramente più visivamente accattivanti, come nella pappa al pomodoro che entra in un tris di rolls o come il lampredotto incontra il mondo giapponese.
Con le svariate innovazioni è entrata nelle cucine di tutti, non solo dei professionisti, permettendo di risparmiare tempo, favorendo un tipo di cucina più salutare e diversificata.

della cucina futurista

ANTIPASTO INTUITIVO
di Anna Calabrese

La formula futurista può essere anche una presentazione insolita, dove la ricetta è intuitiva

 

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