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Le contorte involuzioni del cavolo viola sembrano le membrane di una mente pensante.

cavolo

La spirale aurea del broccolo romano è la rappresentazione della perfezione in natura.

cavolo

E sotto una tenera cimetta c’è ombra e pace.

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Che sia in boccioli teneri come un broccolo, con foglie generosamente larghe e aperte come la verza,  o misteriosamente avviluppato su se stesso come un cappuccio, il cavolo è un ortaggio prezioso.

Appartenente alla famiglia delle crucifere, o brassicacee ed è un ortaggio molto diffuso in Italia, nelle sue tante varianti.

Al centro di molte ricette della tradizione, è stato per molto tempo ritenuto un ingrediente “povero” per la sua facile coltivazione e reperibilità.

In realtà è ricco, anzi, ricchissimo di qualità benefiche ed è stato molto rivalutato da dietologi e nutrizionisti.

Pochissime calorie e tante fibre, vitamine in quantità industriale e componenti preziosi come indoli, flavonoidi, carotenoidi e gli isotiocianati che sono i responsabili dell’odore che il cavolo emana in cottura.

Tutti questi componenti rendono il cavolo anti-ossidante, anti-tumorale, anti-ipertensivo, anti-colesterolo. A renderlo anti-patico è solo l’odore, ma è un particolare trascurabile: alcune varietà si possono consumare anche crude e la cottura in pentola a pressione, o sottovuoto, ci salverà dalle emanazioni sgradevoli e perserverà tutte le caratteristiche salutari dell’ortaggio.

A questo punto nasce spontanea una domanda: perché mai il cavolo viene utilizzato nei modi di dire sempre in senso dispregiativo? “Testa di cavolo!” è un’offesa, “una giornata del cavolo” è una pessima giornata e il “cavolo a merenda” è qualcosa di assolutamente fuori luogo.

Alla luce di tutto ciò che sappiamo sul cavolo, noi del Calendario del Cibo Italiano vorremmo lanciare una campagna di rivalutazione.

Siete con noi? Allora iniziate a dire: “testa di cavolo” a chi ha un cervello brillante e ricco di idee. “Che cavolo vuoi?” lasciatelo chiedere all’ortolano quando andate a fare la spesa (e sceglietene almeno due o tre tipi diversi). I “cavoli amari” metteteli in menu come squisito contorno ad un piatto prelibato. E poi, diciamocelo francamente: a merenda, cosa c’è di meglio di due fette di pane casareccio con il cavolo stufato rimasto dal pranzo?

Attendiamo altri vostri suggerimenti per ribaltare in positivo i modi di dire… del cavolo.

A celebrarne degnamente la giornata ci stiamo pensando noi!

Lisa Fregosi – …. ricette per tutti i gusti

Calogero Rifici – Minestra sulla palla, con cubetti di pane e chips

Sonia Conte – Cous cous di cavolfiore

Maria Pia – Lasagne di cavolfiore con besciamella

Giuliana Fabris – Sformato di cavolfiore e fonduta

Articolo e foto di Anna Laura Mattesini

2 Comments

  • Mapi

    21 gennaio 2018 at 9:20

    Quanti piatti strepitosi!!!
    Li voglio gustare uno per uno, e voglio prepararli TUTTI!!!!

  • Lisa Fregosi

    22 gennaio 2018 at 9:22

    Tante ricette fantastiche!

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