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Non un è semplicemente un budino, è quanto di più rappresentativo ci sia nel cuore dolce del Piemonte; un cuore delizioso che sa di cioccolato, di latte e di amaretti.

La parola bonet vuol dire berretto e allude alla forma dello stampo più usato, circolare, con una colma nel mezzo che ricorda una sorta di copricapo in uso nel ’700.
Moltissime le varianti del bonet forse una per ogni famiglia piemontese. Abbiamo gustato la versione del Cucchiaio D’Argento, quello di Veronelli e di Montersino
Oggi vi presentiamo il bonet astigiano o come nel libro “Cucina del Piemonte collinare e vignaiolo” di Goria viene rappresentato come “….la vecchia formula del buonissimo budino dell’antico albergo Salera di Asti.”

bonet
BONET ASTIGIANO
di Manuela Valentini

1 litro di latte fresco intero
100 g di savoiardi
1 tazzina colma di caffè
1 cucchiaio di caffè in polvere
2 cucchiai di rum
2 cucchiai di Marsala
120 g di amaretti piccoli secchi
50 g di cacao amaro
200 g di zucchero
5 uova

Fate bollire il latte e lasciatelo un po’ sfreddare.
Sbriciolate fini e amalgamate col latte i savoiardi e gli amaretti: aggiungete nel latte il caffè liquido e quello in polvere e i 4 cucchiai di liquore.
A parte in un grilletto (terrina) mettete lo zucchero, il cacao e le 5 uova e sbattetele bene finché la pasta omogenea sia soffice e faccia il filo.
A questo punto incorporate poco per volta il latte nelle uova sbattute, rimestate e mischiate bene. Caramellate con lo zucchero uno stampo da budino, versate l’impasto nello stampo e mettetelo a cuocere a bagnomaria nel forno già caldo per circa 30-40 minuti.

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