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La “Tria” è una pasta semplice che si prepara con semola di grano e acqua, ma assieme ai ciceri crea un piatto ricco di storia dai sapori semplici da riscoprire. Ciceri e tria è una tradizionale specialità salentina, che ritroviamo anche nei testi di Orazio.  Le lagane condite con porri e ceci, di cui Orazio consumava scodelle, erano delle schiacciate di farina, dal greco laganon, tagliate a strisce e poi cotte in acqua o fritte, in pratica la più antica tipologia di pasta della storia della cucina italiana.
Originariamente erano lagane, rudimentali schiacciate di pasta fresca, successivamente a seguito dei contatti, commerciali e non, con la cultura araba, divennero tria, trasformazione della parola araba atriya, vermicelli, pasta lunga secca tagliata in strisce sottilissime, di pochi millimetri

ciceri
CICERI E TRIA

di Anna Calabrese

per 6 persone
Per i tria

250 g di farina di semola di grano duro
½ cucchiaino di sale
acqua

Versate su un piano da lavoro la farina, formate una fontana e al centro aggiungete circa mezzo bicchiere di acqua nella quale avrete sciolto il sale. Impastare aggiungendo altra acqua se necessario per ottenere un impasto morbido e liscio. Lavorate l’impasto fino a quando non sarà elastico. Con dei movimenti rotatori della mano formate una palla. Copritela con della farina e poi a campana e lasciate risposare per almeno un’ora.
Stendete la sfoglia con un mattarello formando un cerchio non molto sottile. Piegare la pasta su se stessa più volte, spolverate con abbondante farina prima di ogni piega per evitare che i vari strati possano appiccicarsi tra di loro.
Tagliate le estremità della pasta in modo da formare un rettangolo. Con un coltello tagliate delle fettuccine larghe pochi millimetri. Sciogliete subito la pasta e infarinate. Sistemate la tria sul piano di lavoro e lasciate asciugare per un paio di ore.

 

Il procedimento della ricetta prosegue 
nel precedente articolo 

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