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Si chiamano “cenci” ma anche “chiacchere”,“lattughe”, “crostoli”, “frappe”, “sfrappole”,“cioffe”, “gale” e “maraviglie” e sono la stessa dolce delizia declinata in modo diverso in base al luogo in cui viene fatta.
Sono l’emblema dei dolci carnevaleschi del nostro Paese e ogni regione ne ha la propria versione, attraverso la scelta degli aromi o la forma di quelle gustosissime strisce di pasta un attimo prima di essere tuffate nell’olio bollente e perdersi tra bollicine e sfrigolii.

cenci
CENCI DI CARNEVALE TOSCANI
di Sabrina Fattorini

ricetta di Paolo Petroni

300 g di farina bianca
50 g di zucchero semolato
50 g di burro
2 uova
1 bicchierino di Vinsanto
1 arancia
sale
olio di semi di girasole per friggere
Zucchero a velo o semolato

Impastate la farina con le uova, lo zucchero, il burro fuso, il Vinsanto, la scorza d’arancia e un pizzico di sale. Lavorate per una decina di minuti, fino ad ottenere un impasto liscio. Fate una palla e lasciatela riposare mezz’ora in frigorifero. Trascorso il tempo di riposo, riprendete l’impasto e tirate la sfoglia con il mattarello o con la macchina della pasta e tagliatela a losanghe lunghe 10-15 cm, che dovrete friggere in olio caldissimo.
Man mano che i cenci saranno fritti, metteteli a scolare su carta da cucina e polverizzateli di zucchero. Potete gustarli sia caldi che freddi e accompagnarli con il Vinsanto.

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