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Croccante, corposamente inconsistente, la focaccia di Recco racchiude come uno scrigno il morbido, umido ripieno, attentamente dosato. Più che una focaccia è una poesia, non si può spiegare, bisogna solo assaggiare. L’invenzione della mitica focaccia lo dobbiamo all’antica Focacceria “Manuelina” e molte sono le curiosità sulle sue origini che potrete trovare negli articoli delle precedenti giornate. Una tradizione che ha ottenuto il riconoscimento IGP e la produzione della “Focaccia di Recco al Formaggio” è codificata da un disciplinare alle cui istruzioni ci si può affidare anche per una buona focaccia “casalinga” stando attenti che il forno di casa non secchi troppo le sfoglie.

della focaccia di
FOCACCIA AL FORMAGGIO
di Fabiola Palazzolo

per uno stampo diametro 28 cm

250 g di farina 00
25 g di olio d’oliva extravergine
acqua
sale
500 g di crescenza

Lavorate tutti gli ingredienti, farina, olio, acqua e sale, finché non avere ottenuto un impasto omogeneo e liscio, avvolgete in un panno di cotone e fate riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.
Dividete l’impasto in due parti uguali, e cominciate a tirare la sfoglia, con le mani con un movimento rotatorio, cercate di tirarla molto finemente e senza bucare la sfoglia, adagiate sulla teglia di cottura, precedentemente unta con olio d’oliva, distribuite a piccoli pezzetti il formaggio, coprite tutta la sfoglia in modo uniforme, lavorate la seconda parte della pasta, come avete fatto con il primo strato, cercate di renderlo ancora più sottile quasi trasparente, adagiate sul formaggio, sigillate bene i bordi, con le dita pizzicate in più punti la sfoglia, praticando dei piccoli fori, cospargete la superficie con l’olio d’oliva e una spolverate di sale.
Cuocete nel forno già caldo, a massima temperatura. La focaccia è pronta quando la superficie sarà dorata ed avrà delle bolle o striature marroni.

 

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